Storia del Teatro e della Canzone Napoletana

di ANTONIO SCIOTTI

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REGINE NAPOLETANE DELL'ATLETICA LEGGERA:

ASSUNTA LEGNANTE

ASSUNTA LEGNANTE:

Il gigante d'oro

 

DI ANTONIO SCIOTTI

Assunta Legnante (Napoli, 14 maggio 1978)

E' l'ultima regina sportiva di Napoli, nella speranza che dal gruppo giovane emerga una nuova campionessa. Assunta Legnante eredita il testimone dell'altra pesista napoletana Anna Longo che, tra mille infortuni, non è riuscita a trovare, durante il corso della sua carriera, delle soddisfacenti performance. Al contrario, la Legnante è stata in assoluto la prima pesista italiana a vincere una medaglia d'oro della specialità (Campionati Europei di Birmingham 2007) e anche la prima ad abbattere la barriera internazionale dei 19.00 metri. Ha perso recentemente il primato italiano outdoor, ma detiene ancora quello indoor fissato a 19.20, misura superiore al suo primato all'aperto di 19.04 e all'attuale record nazionale di 19.15 di Chiara Rosa, targato 2009. Il primato è stato segnato nel 2002, anno in cui si aggiudica la medaglia d'argento ai Campionati Europei indoor di Vienna con 18.60. Finalista sia europea che mondiale, non ha trovato lo stesso riscontro alle Olimpiadi per delle assurde regole del Coni che l'hanno esclusa dalla squadra nazionale. La Legnante, attualmente, è una delle più forti atlete europee nel lancio del Peso e sicuramente farà esultare ancora il pubblico italiano.

 

Assunta Legnante si mette in luce nel 1995 quando il suo peso si ferma a 15.23, nuovo primato italiano allieve. La sua esplosione avviene due anni dopo quando, da junior, porta la sfera a 16.52, seconda misura di sempre dietro Cinzia Petrucci (detentrice del record italiano jr con 16.85). La performance le permette di aggiudicarsi il terzo posto ai Campionati italiani assoluti, dietro Mara Rosolen (18.61) e Agnese Maffies (16.96). Grazie alla bella prestazione, è convocata per i Campionati Europei jr di Lubiana dove ottiene il suo primo trionfo, aggiudicandosi la medaglia di bronzo con la misura di 16.18, dietro la bielorussa Yelena Ivanenko, prima con 17.05, e la tedesca Nadine Banse, seconda con 16.60. La napoletana perde l’argento all’ultimo lancio perchè la Banse, fino a quel momento, le era dietro con 16.15. Nel 1999, ben figura ai Campionati Italiani Assoluti di Pescara dov’è seconda con 15.99 dietro la leader della specialità Mara Rosolen (18.33) e davanti a Rossella Sampaolesi (15.27) e Stefania De Palma (15.06). Arriva, poi, un’altra grande impresa con la medaglia di bronzo ai Campionati Europei Under 23 di Goteborg con l’ottima misura di 16.53, alle spalle della bielorussa Yelena Ivanenko (17.27) e della tedesca Nadine Becke (17.17). Nel 2000, la napoletana, nonostante si migliori nettamente, è lontana dal minimo Fidal richiesto per le Olimpiadi di Sydney. Accantonando l’evento, stabilisce una serie impressionante di primati italiani promesse che inizia al meeting di S. Antonio dove lancia il peso a 16.72. Poi, a Saronno, supera brillantemente la barriera dei 17 metri, facendo atterrare la sfera a 17.19. Un ulteriore miglioramento avviene a Conegliano Veneto, dove la Legnante stabilisce il nuovo record a 17.24, dopodichè si migliora a 17.27, in occasione dei Tricolori Juniores e Promesse di Piovene Rocchette. Il quotidiano Gazzetta dello Sport del 29 luglio, nell’articolo intitolato “Franzon e Legnante: salti e lanci da record”, recensisce:

“...La prima giornata dei campionati italiani juniores-promesse, avversata da pioggia e vento contrario sul rettilineo, ha offerto due primati nazionali di categoria. La vicentina Giovanna Franzon ha incrementato il proprio limite juniores del triplo da 13.18 a 13.28; la napoletana Assunta Legnante quello del peso promesse da 17.24 a 17.27...”.

La serie di primati italiani continua al meeting di Padova, dove lancia il peso a 17.31, dopodichè, ai Campionati Assoluti Italiani di Milano, a sorpresa, porta il peso alla strepitosa misura di 17.84, vincendo la maglia tricolore e battendo incredibilmente la veterana Mara Rosolen che, solo due settimane prima, aveva fatto cadere lo storico primato di Cinzia Petrucci di 18.74 con la misura di 18.81. Alle spalle del primissimo titolo italiano della Legnante, si classifica la Rosolen (17.70) ed a seguire Chiara Rosa (15.29) e Cristiana Checchi (15.07) che, in seguito, diventeranno sue temibili rivali. Il quotidiano Corriere dello Sport del 7 settembre 2000, nell’articolo di Oscar Eleni intitolato “Scuderi boom: 10.19”, recensisce:

“... Aria secca, pensando che anche a Milano esiste un bel parco anche se quello dell’Arena è l’avamposto del peggio, giornata calda, ma non appiccicosa ed è in questo clima  quasi festoso che alla pedana del peso femminile si celebrava il nuovo limite italiano promesse, con 17.84, della napoletana Assunta Legnante, una bella ragazzona che rischiava di perdersi, la ventiduenne che quest’anno ha saltato il grande muro, dedicandosi all’atletica con serietà sotto la guida dell’ascolano Silvaggi e della struttura federale. Assunta si è già migliorata il 27 agosto a Padova, ma ieri ha sistemato addirittura Mara Rosolen, una che andrà alle Olimpiadi e che all’Arena ha trovato un solo lancio, facendo cinque nulli...”.

 Il quotidiano Gazzetta dello Sport del 7 settembre 2000, nell’articolo di Andrea Buongiovanni intitolato “La rabbia delle donne veloci: Ci hanno preso in giro”, recensisce:

“...Botto dalla pedana del peso. Autrice non l’attesa Mara Rosolen, ma Assunta Legnante che, con una serie fatta di cinque lanci superiori al vecchio personale (e un nullo) ha sparato la palla di ferro a 17.84, terza misura italiana all time con un progresso sul proprio primato promesse di 53 cm. Sapevo di star bene – dice – ma non fino a questo punto. Il merito è anche del mio nuovo allenatore Nicola Silvaggi e della decisione di trasferirmi ad Ascoli Piceno. Lei all’Olimpiade non andrà, ma ha già vinto una medaglia...”.

Nel 2001, si aggiudica per il secondo anno consecutivo, il titolo italiano a Catania con la misura di 17.48, battendo nettamente Cristiana Checchi (16.23), Laura Bordignon (15.55) e Chiara Rosa (15.27). Segue la partecipazione alle Universiadi cinesi di Beijing, dove si classifica all’undicesimo posto con la misura di 16.16 nella difficilissima gara vinta dalla cubana Jay Cumba con 18.90, davanti alla coreana Lee Myung-Sun (18.79) e alla polacca Kataryna Zakowicz (18.31). Poi, dopo questa performance, l’atleta partenopea trova la primissima medaglia d’oro, trionfando ai Giochi del Mediterraneo di Rades (Tunisia) con la misura di 17.23. La Legnante batte nettamente la greca Terzoglu (16.97), la spagnola De La Puente (16.55) e la veterana francese Laurence Manfredi (15.61). Completa l’anno con la misura di 17.79 ottenuta al meeting di Rio De Janeiro. Conclusa in bellezza la stagione 2001, quella successiva si apre alla grande. Un altro grande risultato avviene, infatti, nel 2002, quando la napoletana, ai campionati italiani di Genova, lancia il peso a 19.20 (terza misura europea e mondiale dell’anno, dietro Vita Pavlysh 20.34 e Ludmilla Sechko 19.29), migliorando nettamente il precedente primato di Mara Rosolen di 18.89 del 1997. Oltre al record italiano, si aggiudica anche il primo titolo italiano indoor, battendo Cristiana Checchi, seconda con 17.08 e Laura Bordignon, terza con 15.40. Il quotidiano Gazzetta dello Sport del 17 febbraio 2002, nell’articolo di Gennaro Bozza intitolato “La Legnante accende gli Assoluti”, recensisce:

“... Fuochi d'artificio e botti originali napoletani. Assunta Legnante, 23 anni da Frattamaggiore, illumina la prima giornata degli Assoluti con una serie fragorosa e impressionante di lanci che la portano non solo alla conquista del record italiano, ma addirittura al terzo posto mondiale stagionale: 19.20 all'ultimo lancio, quando, poverina, è stanca per aver lanciato nell'ordine 17.85, 18.72, 18.40, 18.18 e 18.33. Sì, altro che stanca: una furia scatenata. Fino all'anno scorso aveva un record di 17.79. Negli ultimi giorni ha infilato un 18 netto e un 18.19 che fanno sperare, anche se l'attacco al primato della Rosolen, a 18.89, sembra ancora prematuro. Poi ecco la più bella serie di lanci mai effettuata da una italiana e il record, che porta il suo miglioramento, rispetto al 2001, a un metro e 41 centimetri. Davanti a lei, nel mondo, ci sono solo l'ucraina Pavlysh (20.34) e la russa Sechko (19.29). Se non è fantascienza, poco ci manca. Assunta, però, resta calma. Europei indoor di Vienna, ci pensa? “Sì, spero di entrare in finale, e anche a quelli all'aperto”. Niente di più? “Non voglio pensarci, solo la finale”. Fuori dalla pedana di lancio, si nasconde; lì sopra, è un' altra. “Quando sono in gara mi trasformo. Ero un po' scarica dopo tutti quei lanci, ma mi sono detta: "Adesso o mai più". Ci ho messo dentro tutto quello che avevo e ho sparato quella palla lontanissima. Non me l'aspettavo. Mi rendo conto di essere migliorata molto nella forza e nella reattività, ma ho ancora grandi margini di miglioramento nella tecnica: devo affinare la parte centrale dell'azione. Fino a un mese fa, non avevo mai fatto i 18 metri, avevo un 17.83 in allenamento. Non mi sarei mai immaginata tutto questo. Prossimo traguardo? I 19.21”...”.

La notevole performance di Genova si completa con il trionfo ai Campionati Europei di Vienna dove, dietro l’ucraina Vita Pavlysh che vince con 19.76, si aggiudica una magnifica medaglia d’argento con l’eccellente misura di 18.60, battendo l’olandese Lieja Koeman, terza con 18.53. Il quotidiano Gazzetta dello Sport del 3 marzo 2002, nell’articolo di Gianni Merlo intitolato “Una Legnante d’argento salva l’Italia”, recensisce:

“... Eravamo aggrappati ad Assunta Legnante, ventiquattrenne napoletana di taglia robusta, nella speranza di raccogliere una medaglia nel lancio del peso in questi Europei in sala, e lei non ci ha deluso, anche se all'inizio della gara ci ha fatto penare molto. L'emozione sembrava avere fatto sciogliere tutta la sua forza. Assunta imprecava, ma ogni volta la palla di ferro le usciva di mano disegnando una traiettoria sbilenca e troppo tesa. Non riusciva a caricare la spalla, perché anticipava tutto per la fretta di fare. Era arrivata a malapena a 17.33, quasi due metri sotto il suo fresco primato italiano (19.20). Si è scossa al quarto tentativo, quando finalmente ha effettuato la traslocazione in modo corretto, cioè si è mossa lungo l'asse della pedana con più armonia e ha spedito il proiettile a 18.60, misura sufficiente a garantirle l'argento. La dinamica ucraina Pavlysh era lontana, 19.76. Assunta - big beautiful woman, come la definirebbero negli Stati Uniti - è ragioniera e ha pianificato la sua carriera sportiva. Cresciuta a Frattamaggiore, ha cominciato a lanciare il peso su una spiazzo dietro al cimitero. Con il gesso aveva disegnato il cerchio della pedana e, da allora, di strada ne ha fatta parecchia. Nelle cosiddette grandi occasioni non ha mai steccato. Ha all'attivo infatti anche un bronzo agli Europei juniores, agli Europei under 23 e in coppa Europa, mentre lo scorso anno ha vinto ai Giochi del Mediterraneo. Alta 1.87 per 120 chili di peso, sta costruendo con pazienza la potenza per superare un giorno i 20 metri. Ha preso in affitto un appartamento ad Ascoli Piceno per essere seguita dal tecnico Nicola Silvaggi e i risultati, dopo due anni di duro lavoro, stanno maturando. “Io sto ancora costruendo - diceva ieri -: sono giovane e non ho fretta, ma so dove posso arrivare”. Veste la maglia della Camelot, società nata dalle ceneri della Snam, e ora è la leader della rappresentativa azzurra in affanno in questi Europei indoor. Il suo argento è una boccata d'ossigeno salutare. E va anche sottolineato che l'altra azzurra del peso, Cristiana Checchi, 7ª ha portato il personale a 17.36...”.

La stagione outodoor si apre sotto tono per un ritardo di preparazione che non porta notevoli risultati. Nonostante l’infortunio, la Legnante si aggiudica il titolo italiano a Viareggio con la misura di 18.23, battendo Cristiana Checchi (16.64), Mara Rosolen (16.10) e Laura Bordignon (15.23) e si qualifica per i Campionati Europei di Monaco di Baviera dove, superata brillantemente la qualificazione, con 18.23 si classifica all’ottavo posto finale nella gara vinta dalla russa Irina Korzhanenko con 20.64, davanti all’ucraina Vita Pavlysh (20.02) e alla russa Svetlana Krivelyova (19.56). Nel 2003 vince a Genova il secondo titolo italiano indoor con la misura di 17.86, dopodichè si classifica all’ottavo posto finale con 18.20 ai Campionati Mondiali di Birmingham nella gara vinta dalla russa Irina Korzhanenko (20.55) davanti alla bielorussa Nadezda Ostapchuk (20.31) e alla tedesca Astrid Kumbernuss (19.86). La Legnante già si fa valere in qualificazione dove, con poche speranze, supera invece brillantemente il turno con 18.35, lasciandosi alle spalle le cinesi Li Meisu (18.13) e Feina Song (17.23) e la tedesca Nadine Kleinert. Eliminata l’altra azzurra Cristiana Checchi, nonostante l’ottima misura di 18.08. In estate, l’atleta napoletana si aggiudica a Rieti il quarto titolo italiano consecutivo con la misura di 18.18, battendo Cristiana Checchi (16.86), Chiara Rosa (16.39) e Mara Rosolen (15.72), dopodichè prende parte, per la prima volta, ai Campionati Mondiali di Parigi dove si fa onore, classificandosi all’ottavo posto finale con 18.28 nella gara vinta dalla russa Svetlana Krivelyova (20.63) davanti alla bielorussa Nadezda Ostapchuk (20.12) e all’ucraina Vita Pavlysh (20.08). La Legnante è una tigre già in qualificazione dove, senza nessun pronostico a suo favore, supera invece brillantemente il turno con 17.97, lasciandosi alle spalle la tedesca Astrid Kumbernuss (17.83) e la russa Olga Ryabinkina (17.74). Poi il bel piazzamento che le fa onore. La pesista conclude l’anno con la miglior misura di 18.43, ottenuta al meeting di Salamanca e il personale nel giavellotto, con l’attrezzo lanciato a 50.93 durante i Campionati Societari di Vigevano.

Nel 2004 vince a Genova il terzo titolo italiano indoor con la misura di 17.85, dopodichè si classifica con la misura di 18.15 al sesto posto ai Campionati Mondiali indoor di Budapest nella gara della cubana Yumileidi Cumba (19.13) e dell’ucraina Vita Pavlysh (18.88) e della polacca Krystyna Zabawska (18.42). Bella prova in Coppa Europa a Instabul dove si classifica al secondo posto con 17.83 alle spalle dell’olandese Tunks (18.00) e davanti alla slovena Crnigoj (16.30), mentre ai Campionati Assoluti di Firenze vince il quinto titolo consecutivo con la misura di 18.01, battendo Chiara Rosa (17.55), Cristiana Checchi (17.40) e Mara Rosolen (16.51). Poi, nonostante sia esclusa dalla squadra olimpica per delle strane regole del Coni circa l’idoneità fisica, al meeting di Nereto migliora, finalmente, anche il primato italiano all’aperto, incrementando con la misura di 18.92 il record precedente di Mara Rosolen fermo a 18.81. La napoletana, per l’occasione, batte ancora una volta Cristiana Checchi, seconda a 18.04. Il quotidiano Gazzetta dello Sport del 7 agosto 2004, nell’articolo di Andrea Buongiovanni intitolato “Legnante record, l’esclusione della Bacher è un caso”, recensisce:

“... In un giorno di bufera, l'atletica azzurra trova anche un (quasi) record. Assunta Legnante, ieri sera, al meeting di Nereto (Te) ha lanciato il peso a 18.92, miglior prestazione italiana all'aperto (con un progresso di 11 centimetri sul precedente limite ottenuto da Mara Rosolen il 20 agosto 2000 ad Avezzano) che non vale quale primato assoluto solo perché la stessa 26enne napoletana, il 16 febbraio 2002, a Genova, sparò un 19.20 al coperto. La nuova regola Iaaf impone che, a partire dal 2001, i primati all'aperto vengano equiparati a quelli in sala. Ma, in un certo senso, sono dettagli. Assunta, non a caso, è felice lo stesso: “Dopo Ascoli, Linz e Giulianova - racconta - ero alla quarta gara in sette giorni. Finalmente ho trovato condizioni ideali e ho tirato fuori tutta la rabbia che ho dentro”. Rabbia dovuta al fatto che, nonostante una stagione condotta ai vertici dopo l'8° posto dei Mondiali di Parigi 2003, non potrà partecipare all'Olimpiadi. Il Coni, nell'ambito di un caso molto controverso, non le ha infatti concesso l'idoneità fisica...”.

Nel 2005 vince ad Ancona il quarto titolo italiano indoor con la misura di 17.96, dopodichè ai Campionati Europei indoor di Madrid si classifica al sesto posto con 17.76 (17.83 in qualificazione). In Coppa Europa Invernale Lanci di Mersin è seconda con 17.98. Ai Campionati Assoluti di Bressanone, ancora una volta la napoletana deve piegarsi al dominio di Chiara Rosa, vincitrice con la misura di 18.71, anche record italiano under 23, nonchè personale migliorato di ben 85 cm. La Legnante si classifica al secondo posto con 18.56, davanti a Cristiana Checchi, terza con 18.12 e a Mara Rosolen, quarta con 16.52. Il quotidiano Gazzetta dello Sport del 26 giugno 2005 nell’articolo di Pierangelo Molinaro intitolato “Il martello della Balassini va in orbita: 73.59”, recensisce:

“... Ieri i lanci hanno regalato anche una bellissima gara del peso femminile, dove la squadra azzurra ha trovato un’altra atleta di livello internazionale, Chiara Rosa, 22enne padovana di Camposampiero che ha vinto il titolo davanti ad Assunta Legnante con 18.71, decima prestazione mondiale della stagione che rende Chiara la quarta italiana di sempre, oltre a darle la miglior prestazione nazionale under 23. La Rosa, che aveva 17.86 di personale, si è migliorata tre volte, prima 18.52, quindi 18.69 sino a 18.71. “Adesso voglio una medaglia agli Europei under 23”, ha detto con decisione. Non va neppure sottovalutato il 18.56 della Legnante, anche questa misura di valore internazionale e il 18.12 della Checchi...”.

In Coppa Europa a Firenze, la napoletana trova belle soddisfazioni, aggiudicandosi il terzo posto con 18.42. All’appuntamento con i Campionati Mondiali di Helsinki non delude, riuscendo a superare la difficilissima qualificazione con la bella misura di 18.06, dopodichè si classifica al dodicesimo posto finale con un modesto 16.99 nella gara vinta dalla bielorussa Nadezhda Ostapchuck con 20.51. Eliminate, invece, Cristiana Checchi (16.67) e Chiara Rosa (17.32). Alle Universiadi di Izmir in Turchia le cose vanno meglio, sfiorando il bronzo e classificandosi al quarto posto con 17.31, davanti a Chiara Rosa, quinta con 17.10.

Saltata la stagione indoor 2006 per infortunio, la napoletana ritorna in gara in estate senza, peraltro, trovare buone soddisfazioni. Ai Campionati Assoluti di Torino, ancora una volta deve piegarsi al dominio di Chiara Rosa, vincitrice con la misura di 18.24. Si classifica, infatti, al secondo posto con 17.99 davanti a Cristiana Checchi, terza con 17.31. Ma la sua condizione è in crescendo e ai Campionati Europei di Goteborg esplode tutta la sua rabbia, raggiungendo un formidabile quinto posto con la bella misura di 18.83 nella gara vinta dalle bielorusse Natalia Khoronenko (19.43) e Nadezhda Ostapchuk (19.42) e dalla tedesca Petra Lammert (19.17). L’italia ben si classifica con il quinto posto della Legnante, l’ottavo di Chiara Rosa (18.23) e l’undicesimo di Cristiana Checchi (17.42). Il quotidiano Gazzetta dello Sport del 13 agosto 2006, nell’articolo di Andrea Buongiovanni intitolato “Legnante: un quintale di simpatia” recensisce:

“... il 1946 è l' anno in cui, ai campionati Europei di Oslo, Amelia Piccinini centrò il bronzo nel peso. Unico risultato migliore del quinto posto conquistato da Assunta Legnante. Non sono salite sul podio, ma hanno comunque conquistato una medaglia: quella della simpatia. Assunta Legnante, Chiara Rosa e Cristiana Cecchi, esuberante terzetto di lanciatrici di peso, sono uno spot vivente della specialità. Sono vivaci, autoironiche, spontanee, trascinatrici e coinvolgenti. E in pedana sanno il fatto loro. Nella storia degli Europei non era mai successo che tre lanciatrici italiane si piazzassero tra le prime dodici. E soltanto in due occasioni c' erano state due azzurre tra le migliori otto: nel disco a Bruxelles 1950, quando Edera Cordiale fu terza e Gabre Gabric-Calvesi settima e nel martello a Monaco di Baviera 2002, con Ester Balassini sesta e Clarissa Claretti ottava. Ancora: nel peso, meglio della quinta piazza di Assunta Legnante, c' è solo il bronzo di Amelia Piccinini a Oslo 1946. La napoletana “Finalmente - sorride Assunta, 28enne napoletana, già argento agli Euroindoor di Vienna 2002 - mi sono espressa al meglio dopo una stagione tutta in salita. A ottobre, il dottor Benazzo mi ha operato per una fascite plantare al piede sinistro. Ho rischiato lo stesso intervento al piede destro. Così ho cominciato ad allenarmi solo a marzo e devo ringraziare il mio staff tecnico che è stato capace di portarmi in forma al momento giusto: è composto dal mio allenatore, il c.t. Nicola Silvaggi, dal capo-settore Mimmo Di Molfetta e dal responsabile di specialità Giovanni Tubini”. La portacolori della Camelot Milano, con 18.83 (e altri due tentativi oltre i 18.50) è rimasta a soli nove centimetri dal proprio record italiano all'aperto datato agosto 2004 (in sala vanta un 19.20). “Un po' mi spiace - ammette - ma la stagione non è finita: martedì 22 gareggerò a Linz, poi al meeting di Rovereto e a quello di Padova. Avrei preferito una medaglia: era collocata 34 centimetri più avanti... Ma il mio resta un piazzamento di valore, perché la nostra specialità, a livello continentale, vale tanto quanto a livello mondiale. La pioggia non mi ha danneggiato. Anzi: pregavo da una settimana per avere un bel temporale proprio durante la gara. Ad Ascoli Piceno, dove vivo da sei anni, mi alleno sempre all'aperto e sono abituata a qualsiasi condizione. Il problema è che ha smesso prima degli ultimi due turni di lancio e le big, così, hanno avuto modo di sparare le loro bordate. La rinuncia ai Giochi di Atene 2004 per la mancata autorizzazione Coni dati i miei problemi di vista? No comment, non ci voglio più pensare”...”.

Poi, a settembre, durante il corso dei Campionati Societari di Busto Arsizio, trova tutta la sua grinta e registra il doppio record italiano, lanciando 18.98 al quinto lancio e poi a 19.04 al sesto, battendo Cristiana Checchi, ferma a 17.08. Il quotidiano Gazzetta dello Sport del 24 settembre 2006, nell’articolo di Andrea Buongiovanni intitolato “La Legnante scrive la storia del peso”, recensisce:

“Nei Societari del caos, il peso di Assunta Legnante vola lontano, lontanissimo.Fino a un doppio record italiano all' aperto: prima 18.98, poi a 19.04. La 28enne napoletana di Frattamaggiore, alla vigilia, lo aveva promesso: “Sto bene e sono pronta a sparare tutto”. E' ragazza di parola. La serie parla chiaro: 18.36, 18.44, 18.86, nullo, 18.98, 19.04. A conferma del suo stato di grazia - favorito da un ritardato avvio di stagione dovuto a un intervento chirurgico subito il 20 ottobre per una fascite plantare - la portacolori della Camelot Milano fa centro al quinto tentativo e si migliora al sesto. Il progresso finale rispetto al record di Nereto 2004 è di 12 centimetri. E quello sulla misura che agli Europei di Göteborg le valse il quinto posto di 21. Il proprio primato indoor (19.20, Genova 2002) resta 16 centimetri più in là. “Questo risultato - esulta - è la ciliegina sulla torta a una bella stagione. Ringrazio il mio allenatore, Nicola Silvaggi (il c.t. azzurro, ndr), per il quale mi sono trasferita ad Ascoli Piceno nel 2000 e tutti gli amici che mi sostengono. So di valere di più: deve sistemare la tecnica della mia traslocazione, soprattutto nell' azione delle gambe. Sogno i 20 metri, più realisticamente diciamo che posso arrivare a 19.50”. Oggi festeggerà lanciando il giavellotto...”.

Nel 2007 vince ad Ancona il quarto titolo italiano indoor con la misura di 18.65, lasciandosi alle spalle Chiara Rosa (18.28) e Cristiana Checchi (16.93), dopodichè trova due splendidi risultati il 19 gennaio a Schio con 19.01 e il 3 febbraio a Padova con 19.00. In entrambe le occasioni vince anche la gara. Si classifica, poi, seconda in Coppa Europa di Lanci Invernali di Yalta con la misura di 18.31, dopodichè trionfa ai Campionati Europei indoor di Birmingham dove vince la storica medaglia d’oro. Già nelle qualificazione la Legnante mostra una certa superiorità rispetto alle avversarie qualificandosi con la seconda miglior misura di 18.21 alle spalle della russa Olga Ryabinkina (18.22). Poi, in finale, esplode tutto il suo agonismo e lancia al terzo turno la sfera a 18.92, ben 42 cm in più della russa Irina Khudoroshkina (18.50). Terza l’altra sovietica Olga Ryabinkina (18.16) mentre l’altra azzurra in gara, Cristiana Checchi, non passa la qualificazione con 16.54. La Legnante, già con il secondo lancio a 18.72 si posiziona al primo posto provvisorio in classifica, ulteriormente migliorato a 18.92.  Il quotidiano Gazzetta dello Sport del 4 marzo 2009 nell’articolo di Gianni Merlo intitolato “Legnante e Howe: gioia per due” recensisce:

“...Assunta Legnante, 28enne di Frattamaggiore, è la prima italiana a vincere un titolo continentale indoor nel lancio del peso. Ci è riuscita con una bordata di 18.92 al secondo tentativo. Ha dominato la gara. Da quando la lotta al doping si è fatta più pressante, è cambiato l’equilibrio nel mondo dei lanci e Assunta ha trovato gradualmente spazio. Già nel 2002 a Vienna era salita sul podio, al secondo posto, battuta dalla Pavlysh, atleta allenata e accompagnata da tale Bagach, campione che era stato bandito per doping. Il tempo ha fatto giustizia. Assunta è stata così ripagata dai sacrifici quotidiani e dalla sorte che non è mai stata generosa con lei. E’ nata con un glaucoma all’occhio sinistro e nel 2004 il Coni non le ha dato l’idoneità per partecipare all’Olimpiade, perché esiste sempre per lei, sotto sforzo, il rischio del possibile distacco della retina. "Ho fatto 100 gare - dice - dopo che mi hanno proibito i Giochi e non è successo niente. Io devo convivere con questo malanno e non voglio farmi condizionare. La mia forza? Sta nel braccio che Dio mi ha dato... ". Negli anni scorsi si era trasferita ad Ascoli per allenarsi con Nicola Silvaggi, che è l’attuale direttore tecnico azzurro, e poi è stata costretta, per il nuovo incarico del suo tecnico, a fare la pendolare con Verona per essere seguita da Tubini, ex atleta e ora ottimo allenatore. "La mia vita non è mai facile, però questo oro mi ripaga veramente di tutto. Fatemi gustare la felicità...".

Ai Campionati Italiani Assoluti di Padova è nuovamente sconfitta da Chiara Rosa che con 19.13 sfiora il fresco primato italiano di 19.15 stabilito il mese precedente in Coppa Europa. L’atleta napoletana si deve accontentare del piazzamento d’onore, nonostante l’ottima misura di 18.78 che le permette di mettersi alle spalle Elena Carini (14.77) e Mara Rosolen (14.42). Poi, al trionfo di Brimingham, segue la delusione dei Campionati Mondiali di Osaka dove, con il ruolo di capitano della squadra azzurra, lancia il peso a 18.19 e, per soli quattro centimetri dalla bielorussa Nadezhda Ostapchuck (18.23), non passa la qualificazione, classificandosi al tredicesimo posto con la prima misura esclusa.

La stagione indoor 2008 si apre bene con il secondo posto in Coppa Europa a Mosca con la misura di 17.74 alle spalle della tedesca Hinrichs che vince con 17.84. Segue il secondo posto agli Assoluti di Genova con la misura di 18.43 alle spalle di Chiara Rosa (18.63) e davanti a Mara Rosolen (15.89). Delusione, invece, ai Campionati Mondiali di Valencia dove si classifica solo al decimo posto con 18.24 nella gara vinta dalla neozelandese Vili con 20.14 sulla bielorussa Nadezhda Ostapchuck (19.74) e sulla cinese Li Meiju (19.09). Meglio della partenopea Chiara Rosa che si classifica al quinto posto con 18.68. All’insuccesso di Valencia, segue lo strepitoso risultato di Spalato con la squadra femminile che si aggiudica la Coppa Europa Invernale di Lanci e con la napoletana che vince la sua gara in 18.98 sulla russa Ana Omarova (18.38) e Chiara Rosa (18.05). L’ottima performance fa ben sperare per le Olimpiadi di Pechino con minimo Fidal già raggiunto. La stagione outdoor si apre con il secondo posto all’Arena di Milano con 18.22 dietro la russa Tarasova, vincitrice della gara con 18.45. Ai Campionati Italiani Assoluti di Cagliari è, ancora una volta, damigella d’onore di Chiara Rosa, vincitrice con la misura di 17.96. La Legnante è seconda con 17.53 davanti a Mara Rosolen, terza con 15.98. Poi arriva la più bruciante delusione di tutta la sua carriera agonistica, perchè giunge la tanto desiderata convocazione per le Olimpiadi, manifestazione che il Coni le ha impedito di concorrere sia nel 2000 che nel 2004. Ma la gara diventa un disastro e la Legnante non riesce neanche a passare la qualificazione, fermandosi all’ottavo posto nel gruppo B con la mediocre misura di 17.76. Dopo questo cocente fallimento, la napoletana annuncia propositi di ritiro. Fortunatamente ci ripensa e, nel 2009, la ritroviamo in gara ai Campionati Assoluti di Torino indoor, dove trionfa con la potente misura di 18.85 che le permette di battere Chiara Rosa (18.48) e Elena Carini (16.07). Poi, ai Campionati Europei indoor di Torino, si classifica al quinto posto con 18.05 (in qualificazione 18.09) alle spalle delle tedesche Petra Lammert  (19.66) e Denise Hinrichs (19.63) e della rumena Heltne, medaglia di bronzo con 18.71. Notevole la prestazione anche se, visto il titolo di Birmingham da difendere, ci si aspettava qualcosa in più. In estate, nonostante un ritardo di preparazione che la esclude dalla convocazione per i Campionati Mondiali di Berlino, la Legnante vince la medaglia d’argento ai Giochi del Mediterraneo di Pescara con 17.44, perdendo l’oro dalla francese Jessica Cerival al penultimo lancio (17.77) e lasciandosi alle spalle Chiara Rosa, bronzo con 17.24. Ma ai Campionati Assoluti di Milano perde, ancora una volta, la maglia tricolore dalla Rosa (18.30) con una modesta misura di 17.43, con la quale si classifica al secondo posto davanti a Julaika Nicoletti (15.46) ed a Elena Carini (15.30) e Mara Rosolen (14.84).

Nel 2010 sicuramente porterà a Napoli e all’Italia altre soddisfazioni e altre medaglie.

 

Progressione:

1995 (17) 15.23 (Peso);  1996 (18) 15.87 (Peso);  1997 (19) 16.52-16.56i (Peso);  1998 (20) 15.95-16.12i (Peso);  1999 (21) 16.61 (Peso) – 45.18 (Giav.); 2000 (22) 17.31-17.84i (Peso) - 42.62 (Disco);  2001 (23) 17.79 (Peso) – 45.20 (Giav.);  2002: (24) 18.23-19.20i (Peso) – 50.22 (Giav.);  2003: (25) 18.43 (Peso) – 50.93 (Giav.);  2004: (26) 18.92 (Peso) – 49.20 (Giav.);  2005: (27) 18.80 (Peso) – 45.18 (Giav.);  2006 (28) 19.04 (Peso);  2007 (29) 18.85-19.01i (Peso);  2008 (30) 18.98;  2009 (31) 17.88-18.85i (Peso).

 

 

GALLERIA FOTOGRAFICA

ASSUNTA LEGNANTE

PAOLA PATERNOSTER

MARA ROSOLEN

AGNESE MAFFEIS

AMELIA PICCININI

CHIARA ROSA

SILVANA FORCELLINI

CONCETTA MILANESE

AMELIA PICCININI

 

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