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Storia del Teatro e della Canzone Napoletana di ANTONIO SCIOTTI
IL TEATRO NAPOLETANO: ASSUNTA SPINA
ASSUNTA SPINA, dramma in 2 atti di Salvatore Di Giacomo (1909)
DI ANTONIO SCIOTTI
“Assunta Spina”, l’eroina nata dalla penna del sommo Salvatore Di Giacomo compie cento anni. Portata in scena nel 1909, ha continuato a vivere, senza sosta, rappresentata dalle più popolari attrici del teatro e del cinema italiano. La bellezza di questo personaggio non ha mai perso mordente, anche quando, in operazioni più azzardate, è stato ripulito, modernizzato e rielaborato. Assunta Spina, donna determinata e di grande bellezza, amante del beccaio Michele Boccadifuoco, concede le sue grazie a un poliziotto e per questo motivo è punita da Boccadifuoco con un taglio al viso (‘o sfreggio). Nel primo atto, ambientato nella sede del Tribunale e della Corte d’Appello di Napoli, l’episodio già è avvenuto. Boccadifuoco, sorvegliato e ammanettato, deve essere giudicato e, tra la folle del tribunale, in attesa della sentenza, è presente sia Assunta Spina che Donna Concetta, madre di Boccadifuoco, che inveisce contro la Spina, accusandola di essere colpevole della tragedia del figlio. Boccadifuoco è condannato a due anni di carcere lontano da Napoli. Assunta Spina, disperata, si piega ed accetta le condizioni di Federico Funelli, cancelliere del Tribunale, nonché dongiovanni da strapazzo. Questo promette alla Spina un trasferimento in un carcere vicino Napoli di Boccadifuoco, in cambio di qualche ora d’amore. L’imprevedibile eroina digiacomiana accetta senza riserve. Il secondo atto si svolge nella stiratoria di Assunta Spina. Sono passati circa due anni e la Spina frequenta ancora Federico Funelli, di cui è innamorata follemente. Chiede favoritismi a Donna Emilia Forcinelli, levatrice, nonché madre di Tina Boquet, sciantosa da strapazzo. La tragedia avviene la sera di Natale quando irrompe nella casa della Spina Michele Boccadifuoco che, per buona condotta, ha ricevuto un condono di tre mesi dai giudici. L’incontro dà vita a una scena drammatica, durante la quale Boccadifuoco apprende il tradimento di Assunta Spina che, a sua volta, viene a conoscenza che Federico Funelli, a sua insaputa, ha deciso di lasciare la città. I sentimenti e le passioni dei due ex-amanti si scontrano in un clima di pura angoscia e inquietitudine. L’arrivo di Federico Funelli completa la tragedia. Boccadifuoco aggredisce l’uomo e lo accoltella. La Spina, all’arrivo delle guardie, si accusa, senza esitare, dell’omicidio, salvando Boccadifuoco. Tutto il secondo atto, eccetto l’allegra scena delle stiratrici e dei soldati, si immerge in un clima torbido e di grande tensione che si completa con la tragedia finale. Sono venti gli attori in scena. Oltre alla Spina, a Funelli e Boccadifuoco, coprono un buon ruolo Emilia Forcinelli, donna pettegola e, allo stesso tempo, disperata dall’abbandono di sua figlia Tina, scappata da casa per intraprendere, con il macchiettista Epaminonda Pesce, la carriera di sciantosa. Bene anche il drammatico ruolo di Donna Concetta, disperata madre di Boccadifuoco, nonché i ruoli comici degli uscieri del Tribunale Torelli e Squeglia. Momenti di poesia sono invece regalati dai due soldati Sante Mancuso e Marcello Flaiano che sognano il presto ritorno a casa, mentre il gruppo delle quattro stiratrici, tutte dipendenti di Assunta Spina, sono protagoniste di un quadro allegro e spensierato. I venti ruoli sono i seguenti: Assunta Spina (stiratrice), Michele Boccadifuoco (beccaio), Federico Funelli (cancelliere del tribunale), Donna Concetta (madre di Boccadifuoco), Donna Emilia Forcinelli (levatrice), Tina Boquet (figlia della Forcinelli), Epaminonda Pesce (macchiettista), Aniello Torelli e Diodato Squeglia (uscieri del tribunale), Sante Mancuso e Marcello Flaiano (guardie), Tittariello (garzone), Furturella e Filomena (popolane), Furtunatina, Olimpia, Rachele, Ernestina e Michelina (stiratrici), Ferrara (brigadiere). Molte attrici hanno tentato la popolarità, utilizzando la personalità di Assunta Spina, ma, dato il macchinoso e faticoso personaggio, solo poche di esse sono riuscite a dare peso ed espressione all’eroina di Salvatore Di Giacomo. Le più belle, avvincenti e appassionate “Assunta Spina” che la storia ci restituisce sono state, senza dubbio, interpretate da Adelina Magnetti (1909), Mariella Gioia (1916), Vera Vergani (1928), Luisella Viviani (1932), Maria Gemmati (1933), Anna Fougez (1934), Bice Ardea (1935), Tecla Scarano (1937), Giulia Melidoni (1943) e Nunzia Fumo (1948). In tempi più recenti, da non sottovalutare le intense interpretazioni di Ida Di Benedetto, Lina Sastri e Lara Sansone.
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