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Storia del Teatro e della Canzone Napoletana di ANTONIO SCIOTTI
IL TEATRO NAPOLETANO E PPENTITE: il dramma di Maria Alba Bianca
E PPENTITE, dramma in 3 atti di Gaspare Di Maio (1926)
DI ANTONIO SCIOTTI Molte attrici del teatro dialettale napoletano hanno portato in scena “E ppentite”, sceneggiata di gran successo che segue il filone della notorietà di “Assunta Spina”. Come l’eroina di Salvatore Di Giacomo, anche la giovane fanciulla di Libero Bovio ha, infatti, restituito alle sue interpreti gloria e popolarità. “E ppentite” è la storia di Maria (detta Alba Bianca), una giovane fanciulla che ama il varietà, la quale, per amore, si concede al suo fidanzato, Mario Oleandro, figlio di nobili napoletani. Questo, nel momento in cui viene a conoscenza che la giovane è incinta, l’abbandona al suo destino. La povera illusa, per espiare la sua colpa, si rifugia nel convento delle pentite, un’istituzione che accoglie tutte le ragazze madri, dov’è protetta da Suor Maria Addolorata che, in passato, ha subito lo stesso destino. Maria riesce, con l’aiuto della madre superiore, ha salvare suo figlio dalle mani del Cavalier Terenzio, padre di Mario, che vorrebbe far scomparire qualsiasi traccia del misfatto. Il convento delle pentite è stato un ricovero realmente esistito. Un tempo, infatti, malcapitate popolanelle napoletane, violate nella loro verginità per cieco amore e per la loro leggerezza di carattere da spregiudicati e cinici seduttori, per espiare la loro colpa amorosa, trovavano asilo nella Pia Opera del Ritiro di Santa Maria del Gran Trionfo in Via Foria, denominata “Convento delle Pentite”. Prima del gran ritiro, le sventurate dovevano patire la pena con un rito, denominato “I dodici sabato della Madonna”. Ogni sabato, alle quattro del mattino, per i quartieri partenopei, passavano gruppi di fedeli che andavano a far penitenza dalla Madonna. Nel silenzio dell’alba si udivano le loro preghiere, poi una voce di una donna, detta la pacchiana, rompeva il silenzio: “Susiteve, ca chisto è l’urdemo sabbato d”a Maronna…susiteve…” (Svegliatevi! Questo è l’ultimo sabato della Madonna). La processione si fermava e si attendeva che si univano al corteo tutti quelli che dovevano espiare la colpa. Così facendo, si formava la Processione delle Pentite che attraversava i quartieri partenopei nel silenzio e nel rispetto di chi osservava. Il poeta Libero Bovio, sempre attento ai fatti di cronaca e alle consuetudini napoletane, nel 1925 porta su pentagramma la storia di una di queste pentite. La composizione, musicata da Ferdinando Albano, è affidata in Piedigrotta alla diva Elvira Donnarumma. La canzone trova un gran successo, tanto che sono molte le cantanti che portano il brano su supporto a 78 giri: Gilda Mignonette (Victor 78968), Silvia Coruzzolo (Phonoelectro E 4517), Lina Resal (Phonotype 7201), Ria Rosa (Columbia 14469F), Vitolina (Odeon O 10052) e altre. Ma il successo non rimane circonciso alla sola canzone, cosicchè il commediografo Gaspare Di Maio scrive in tre atti e tre quadri la storia di Maria, affidata alla compagnia di sceneggiata Cafiero & Fumo. La commedia trova gran successo ed è riproposta dalla stessa formazione per circa tre anni, prima del ritiro di Tina Sportelli. I ruoli principali sono affidati a Tina Sportelli (Maria), Enrico Demma (Mario Oleandro), Eugenio Fumo (Don Pasquale Riga), Tina Cafiero (Suor Maria Addolorata), Suora Marta (Linda Moretti Fumo), Suora Gertrude (Concetta Petito), mentre la comicità è dominata da Salvatore Cafiero (Alberto Muzio) e Titina De Filippo (Titina La Bluette). La messa in scena vede la regia di Eugenio Fumo e Gaspare Di Maio, mentre l’Orchestra è diretta da Ferdinando Albano. In ruoli minori, ma di grande spessore, gli attori Franco Sportelli (professor Scaramazoff), Achille Diaz (Luigino), Emilia Diaz (Teresa Magrini), Pietro Carloni (Eugenio) e Salvatore Golia (Tore Pitore). Il dolce e drammatico ruolo di Tina Sportelli incanta sia il pubblico che la stampa, che spende molte parole per elogiare l’attrice, abile nei cambi di registro e di espressione. Dopo un’ultima messa in scena della Sportelli nel 1928, il ruolo di Maria trova uguale successo, l’anno dopo, con la sanguigna Ria Rosa, una cantante abilissima anche nella recitazione e, in particolare, nei ruoli strappalacrime. La Rosa, più tardi grande star a New York, trova gran trionfo nella messa in scena di “E ppentite” che propone sia in Italia che in America. Amedeo Girard e Aldo Bruno si dividono i ruoli di Mario Oleandro e Don Pasquale Riga, mentre Nina Ondina copre il ruolo di Suor Maria Addolorata. Poi, dopo questa performance, altri commediografi scrivono la stessa sceneggiata, facendo perdere, in questo modo, la partenità a Gaspare Di Maio. Nel 1933, infatti, è la compagnia di Roberto Zuccariello che porta in scena il dramma firmato da Liberti. I ruoli sono, da questo momento diversi, anche se, per tenere fede alla canzone, quelli principali non vengono stravolti. Ad ogni modo la pentita di turno è Margherita Zanchi, mentre il ruolo del fidanzato e del padre sono divisi tra Roberto Zuccariello e Fingelli. Altre sceneggiate, legate alla canzone di Bovio, sono scritte e interpretate negli anni a venire. Nel 1943, Eugenio Fumo decide di riproporre l’originale di Gaspare Di Maio con la superba Nunzia Fumo nel ruolo di Maria e con Gino Maringola e Pasquale Fiorante in quello di Mario Oleandro e Don Pasquale Riga. Suor Maria Addolorata è interpretata da Concetta Petito. È riproposta, dalla stessa compagnia, cinque anni dopo, con Nunzia Fumo ancora nel ruolo di Maria. L’ultima eroina di Libero Bovio, nel dramma firmato da Di Maio, è rappresentata nel 1950 dalla compagnia “Napoli torna” diretta dal cantante Nino Veglia. Il ruolo di Maria è superbamente interpretato da Luisa Conte (che si firma ancora Luisina), attrice che, in seguito, diviene prima donna della compagnia di Nino Taranto e, successivamente, di Eduardo De Filippo. Eccellenti nei ruoli di Mario Oleandro e Don Pasquale Riga gli artisti Rino Genovese e Nino Veglia, mentre Nuccia Fumo interpreta Suor Maria Addolorata.
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