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Storia del Teatro e della Canzone Napoletana di ANTONIO SCIOTTI
IL TEATRO NAPOLETANO: "L'EPILOGO DI ASSUNTA SPINA"
L'EPILOGO DI ASSUNTA SPINA, dramma in 2 atti di Salvatore Di Giacomo (1921)
DI ANTONIO SCIOTTI
Dopo lo strepitoso esordio del dramma “Assunta Spina”, nel 1921, esattamente dodici anni dopo il primo debutto, Salvatore Di Giacomo decide, per le innumerevoli richieste, di scrivere l’epilogo di “Assunta Spina”. Il dramma riparte esattamente dove è terminato il precedente: la Spina si è accusata dell’assassinio di Funelli per salvare il suo amante, Michele Boccadifuoco, ed è detenuta nelle vecchie carceri di Santa Maria ad Agnone in attesa di processo. Sono passati otto mesi dall’omicidio, la Spina è fisicamente e psicologicamente provata. Tutta la sua sicurezza e la grande determinazione si è persa nelle prigioni. Ella vive la galera come luogo per ritrovare se stessa e tutta la sua fragilità. Il primo quadro del dramma vede la Spina in preghiera con le altre detenute nella piccola cappella in seno al carcere. Durante la sua meditazione, la donna rivive i suoi momenti di gioia quando, giovanissima, si divertiva con le altre stiratrici e quando incontrò, per la prima volta, Michele Boccadifuoco. Poi si parte con la fantasia e Assunta si immagina felicemente sposata con Boccadifuoco, a passeggio in carrozzella per la collinetta di Posillipo in un quadretto tutto fiori e musica, tipico della coppia felice. Poi la visione svanisce quando la suor Maria Gaetana la riporta alla realtà, richiamandola all’attenzione della preghiera. Dopo la meditazione le detenute sono portate nel grosso cortile del carcere per la ricreazione. Qui la Spina confessa a suor Maria Gaetana la verità sulla morte di Funelli, pregandola di non rivelare a nessuno il nome del vero assassino di Funelli. Arriva il giorno del processo e Assunta è chiamata dal giudice: entra nella gabbia commossa, ma fiera del gesto nobile che sta completando. Tra la folla vede Michele Boccadifuoco. La Spina confessa che è stata presa in giro da Federico Funelli, il quale si era finto scapolo per conquistarla. Poi, venuta a conoscenza che era coniugato e padre di una bambina e che aveva deciso di abbandonarla al suo destino, in preda ad una crisi di follia, ha consumato il delitto. Alla sua confessione segue il grido di Assassina da parte della vedova di Funelli e della sua figliola. Segue l’interrogatorio, dopodiché è dettata la sentenza: tre anni con tutte le attenuanti. La Spina accetta senza fiatare la sentenza, sperando che, una volta fuori, Boccadifuoco la perdoni e continui ad amarla. Il secondo atto del dramma vede l’uscita dalle carceri della Spina. La donna ringrazia e saluta e si avvia di corsa verso la bottega di beccaio di Michele Boccadifuoco, ma la bottega si è trasformata in una salumeria. Anche la sua stiratoria non esiste più, ora c’è un bar. La Spina consuma un caffè e chiede di Emilia Forcinelli. La donna si è trasferita a casa della figlia Tina Boquet. La Spina si avvia dalla Forcinelli che le racconta che sua figlia, scappata con il macchiettista, è ritornata a casa poco dopo con un nobile ricchissimo e lei si è trasferita dalla figlia. Ma ad Assunta poco importa della storia della Forcinelli, lei è venuta per avere notizie di Boccadifuoco. La Forcinelli le racconta che, dopo la morte della madre, Donna Concetta, ha abbandonato la bottega e si è trasferito a in un paese vicino Roma. Assunta decide di raggiungere Boccadifuoco. Durante il viaggio incontra suor Maria Gaetana che le confessa che sta raggiungendo Boccadifuoco per amore e spera che questo la perdoni per le sofferenze causate. All’arrivo della Fattoria del Mulino, Assunta trova due bambini che le rivelano che sono i figli di Michele Boccadifuoco. A questo punto, la Spina non ha più il coraggio di raggiungere Boccadifuoco. Saluta i due bambini e dice di portare un saluto al loro papà da parte sua. Oramai è una donna sola e senza un bene. Sulla strade del ritorno, reincontra suor Maria Gaetana. Le due camminano un po’ insieme, dopodiché la Spina, decide di ritirarsi nel convento con la monaca. Si completa, in questo modo, il dramma di Assunta Spina.
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