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Storia del Teatro e della Canzone Napoletana di ANTONIO SCIOTTI
REGINE NAPOLETANE DELL'ATLETICA LEGGERA: GILDA JANNACCONE
DI ANTONIO SCIOTTI
Gilda Jannaccone (Napoli, 11 marzo 1940) è stata l’atleta che ha rivoluzionato il mezzofondo femminile italiano. Prima di lei, infatti, non si era registrato negli 800 metri nessun movimento particolare. L’Enciclopedia della Rizzoli “Conoscere l’Atletica”, nel capitolo dedicato agli 800 metri italiani, commenta ed elogia l’operosità dell’atleta: “…Uno dei primi sensibili scossoni alla decurtazione del record italiano e di incoraggiamento alla stessa pratica degli 800 metri sarà opera d’una atleta del sud, Gilda Jannaccone, napoletana, che lo assottiglierà nel 1964 fino a 2.08.9 in successive tappe, iniziate nel 1958…”. La sportiva inizia l’atletica leggera fin da giovanissima e, sotto la guida di Paolo Iodice, inizia la scalata al successo già nel 1957, quando il 18 maggio stabilisce a Napoli il record italiano dei 400 metri con il tempo di 60.9, migliorando di due decimi il precedente primato di Vita Virgilio stabilito nello stesso anno. Il record avviene durante la seconda fase regionale del Campionato di Società di Napoli, esattamente allo Stadio Collana del Vomero, dove la società della Jannaccone, la Partenope, si aggiudica la finale con 11083 punti sulla Comiliter, seconda in 9823 e sul Cus Napoli, terza in 8923. Nonostante il bel primato italiano, la Jannaccone abbandona la disciplina della velocità per orientarsi sul doppio giro di pista dove sfiora il titolo italiano ai campionati italiani assoluti di Bologna, classificandosi al secondo posto alle spalle di Vita Virgili, vincitrice con il tempo di 2.18.7. Nel 1958, la Iannaccone accantona i 400 metri per orientarsi esclusivamente sugli 800 metri dove, ben presto, ne diventa regina assoluta, registrando, tra giugno e settembre, ben quattro primati italiani. Inizia a Roma l’8 giugno quando migliora con il tempo di 2.16.3 il primato italiano di 2.16.5 della triestina Loredana Simonetti. L’evento lascia a bocca aperta anche la stampa che recensisce il primato con poche notizie relative alla Jannaccone, che non conosceva affatto. Il quotidiano Il Mattino di lunedì 9 giugno 1958, nell’articolo intitolato “Battuto dalla Jannaccone il record degli 800 metri”, recensisce: “Roma. Il risultato di maggior rilievo nella fase interregionale del campionato femminile di società di atletica leggera è stato fornito dalla napoletana Gilda Jannaccone che ha corso gli 800 metri in 2.16.2, stabilendo il nuovo record della specialità. Il record precedente di 2.16.5 era della triestina Loredana Simonetti. Sempre negli 800 metri, buone le prove delle altre napoletane Gemma Ciotti e Letizia Gentile, classificatesi al terzo e al quinto posto. Nel complesso, delle altre gare hanno chiaramente dominato le atlete dell’Urbe Roma”. Poi, esattamente due settimane dopo, a Milano, registra un altro sfolgorante tempo di 2.15.4 con il quale convince definitivamente gli appassionati d’atletica e gli addetti al lavoro che può seriamente diventare una delle punte di diamante della Nazionale femminile. Il quotidiano Corriere di Napoli di lunedì 23 giugno, nell’articolo intitolato “A Milano la napoletana Gilda Jannaccone ha nuovamente migliorato il suo stesso record italiano sugli 800 metri”, recensisce: “Alla ribalta della domenica sportiva balza stavolta l’atletismo femminile con la superba, quasi eccezionale, impresa compiuta dalla rumena Iolanda Balas che ha saltato 1,80 in alto, migliorando di due centimetri il record mondiale da lei stessa recentemente stabilito e superando nettamente la cinese Fen-Jung che, lo scorso anno, era riuscita a raggiungere 1,77. Anche in campo nazionale è in primo piano l’atletismo femminile per merito della napoletanissima Gilda Jannaccone che solo 15 giorni dopo aver strappato alla triestina Loredana Simonetti il record italiano degli 800 metri con 2.16.2, ha nuovamente migliorato, ieri a Milano, tale primato, coprendo la distanza in 2.15.4. Ma l’allieva di Paolo Jodice non ha ancora dato l’esatta misura delle sue effettive possibilità e ciò potrà avvenire solo ai prossimi Campionati Europei”. Poi, dopo aver coperta la maglia azzurra per l’incontro della Nazionale B femminile Italia-Belgio disputatosi a Pisa il 6 luglio con la vittoria delle azzurre per 73 a 43, la Jannaccone ritocca ancora il primato e Belluno, eguagliato, nella stessa gara, da Franca De Paoli. Infatti, durante il corso della sfida Italia-Jugoslavia del 3 agosto a Belluno, la Jannaccone migliora ulteriormente il primato italiano, fermando il cronometro a 2.15.2, tempo eguagliato anche dall’altra azzurra in gara, Franca De Paoli. In verità, la stampa condanna la De Paoli, sottolineando che l’atleta, se invece di fare gara singola contro le jugoslave e contro la Jannaccone, avesse aiutato la napoletana, probabilmente la Iannaccone non avrebbe ceduto nel finale, perdendo la vittoria a favore della jugoslava Rajkov e perdendo, in questo modo, quel punto fatale utilissimo alla vittoria della squadra nazionale. La De Paoli, ad ogni modo, come la Rajkov, rimonta nel finale e, nonostante si classifichi al terzo posto, ferma anch’essa il cronometro a 2.15.2, record italiano eguagliato. Per capire meglio l’andamento della gara e le sottili accuse alla De Paoli, riportiamo l’articolo di Adolfo Rossini, pubblicato sul quotidiano Il Mattino di lunedì 4 agosto 1958 ed intitolato “A Belluno Italia-Jugoslavia 52 a 52. Di nuovo la Jannaccone migliora il record italiano degli 800 metri con la De Paoli accreditata dello stesso tempo”: “L’incontro femminile di atletica leggera fra Italia e Jugoslavia si è chiuso con un risultato di parità. L’Italia è riuscita a raggiungere proprio vincendo l’ultima gara, la staffetta 4x100, la Jugoslavia, ristabilendo così il risultato a quota 52. Questo era il terzo incontro tra le rappresentative italiana e jugoslava. Nel primo aveva vinto l’Italia con un vantaggio abbastanza notevole, ma nel secondo la Jugoslavia si era presa la rivincita. Qui, come alla terza edizione, c’era la bella in palio ed invece le cose sono state lasciate come alla vigilia, anche se l’atletismo era rafforzato da questo incontro. Comunque tra italiane e jugoslave mai vi è stato un incontro ricco e brillante e l’unica nota positiva è stata portata dalla prova degli 800 metri, ove la napoletana Gilda Jannaccone ha stabilito il nuovo primato italiano sulla distanza. Ha gareggiato pure senza poter contare sull’appoggio dell’altra azzurra Franca De Paoli e ha stabilito un accettabilissimo 2.15.2 che premia la volontà di questa atleta, meritevole di ben maggiori soddisfazioni. La Jannaccone ha corso tutta la prova all’esterno senza mai poter tenere la corda ed ha quindi corso non 800 metri, bensì 850 e forse più. Per questo quando nel finale si è apprestata al volatone per contendere alla jugoslava la vittoria, è mancata proprio negli ultimissimi metri quando, pur con molta volontà, non è riuscita a contenere il ritorno della Rajokov. Se la Jannaccone avesse potuto contare su un appoggio della De Paoli e se la De Paoli avesse tirato un pò la volata o contrastato meglio nel primo giro l’offensiva della jugoslava, forse ora avremmo conquistato non solo la vittoria in questa specialità, ma anche dato all’Italia la vittoria dell’incontro”. Per la cronaca, la classifica degli 800 metri vede al primo posto la Rajokov con 2.14.8, al secondo la Jannaccone con 2.15.2, al terzo la De Paoli con 2.15.2 ed al quarto la Slaminik con 2.15.7. Le altre vittorie delle azzurre, che hanno permesso il pareggio con la Jugoslavia, sono quelle di Giuseppina Leone nei 100 metri con 11.9, di Letizia Bertoni nei 200 metri con 24.9, di Piera Fassio nel lungo con 5,61, di Elivia Ricci nel disco con 47.56 e della staffetta 4x100 con 46.6. Due settimane dopo, Gilda Jannaccone torna ad essere primatista assoluta della specialità, migliorando ulteriormente il record degli 800 metri durante l’incontro tra Italia-Germania a Schweinfurt. Il quotidiano Il Mattino di lunedì 29 settembre, nell’articolo intitolato “Nel corso dell’incontro con la Germania, nuovo primato italiano della Jannaccone negli 800 metri”, recensisce: “La partenopea è giunta terza segnando 2.14.9. Sonante vittoria delle tedesche per 74 a 30. Senza la Giuseppina Leone, le atlete italiane non hanno avuto alcuna possibilità di successo contro le tedesche che hanno riportato una sonante vittoria per 74 a 30. Nessuna gara è stata vinta dalle italiane, anzi in molte le germaniche si sono aggiudicate il primo e il secondo posto. L’unico risultato notevole delle atlete azzurre è stato il nuovo primato italiano degli 800 metri che la Jannaccone, pur classificandosi terza, ha portato a 2.14.9. La riunione si è svolta in una giornata di sole alla presenza di 4500 spettatori”. Il quotidiano Roma di lunedì 29 settembre, nell'articolo intitolato "All'incontro internazionale di Scweinfurt Iannaccone nuovo primato negli 800", recensisce: "E' stato questo l'unico risultato notevole delle azzurre battute dalle tedesche in tutte le gare. L'atleta napoletana pur classificandosi terza ha portato il record italiano a 2.14.9. Senza la Giusppina Leone le atlete italiane non hanno avuto nessuna possibilità di successo contro le tedesche che hanno riportato una sonante vittoria per 74 punti a 30. Nessuna gara è stata vinta dalle italiane, anzi in molte le germaniche si sono aggiudicate il primo e secondo posto. L'unico risultato notevole delle atlete azzurre è stato il nuovo primato italiano degli 800 metri che la Jannaccone, pur classificandosi terza, ha portato a 2.14.9. La riunione si è svolta in una giornata di sole alla presenza di 4500 spettatori". Le tedesche, come detto, registrano la doppietta nei 100, 80 h, 800, alto, peso, lungo e giavellotto. Solo nei 200 metri Danila Costa con il tempo di 25.2 è seconda dietro la Viss (25.2) e davanti alla Jeibmann (25.3) ed Elivia Ricci è seconda nel disco con 47.37 dietro la Hausmann (51.71) e davanti alla Bienert (44.19). La stessa Jannaccone, nonostante il primato italiano, si classifica alle spalle della Doeser (2.12.2) e della Schiller (2.14.6) e davanti alla sola Franca De Paoli (2.16.3). Sempre nel 1958, a sorpresa, la napoletana si aggiudica il titolo regionale di Pentathlon al Vomero con il formidabile punteggio di 3.161, battendo la Ciotti, super favorita, e vincendo tre gare su quattro: prima nei 200 metri con 27.3 sulla Ciotti, seconda in 29.5; prima nel salto in alto con la misura di 1,30 sulla Gigliotti che salta 1,25 e prima nel salto in lungo con 4,52 sulla Ciotti, seconda con 4,45. Solo la gara del peso si deve accontentare, con la misura di 7,25, del terzo posto, dietro la Ciotti (7,93) e la Gigliotti (7.26). La classifica finale premia la Jannaccone (3.161) davanti alla Ciotti, alla Gigliotti e alla Bellino. Nello stesso anno, si aggiudica il titolo italiano assoluto a Pescara di cross-country e, con il tempo di 2.15.3, si laurea, per la prima volta, campionessa italiana degli 800 metri agli assoluti di Roma. Il quotidiano Il Mattino di lunedì 16 settembre 1958, nell'articolo intitolato "Gilda Jannaccone è la campionessa degli 800 metri", recensisce: "Finalmente Gilda Jannaccone è riuscita nella grande impresa che da anni sognava. Stasera, al termine della terza e ultima giornata degli assoluti di atletica leggera, ha indossato sul podio dell'Olimpico la maglia tricolore di campionessa d'Italia assoluta per gli 800 metri. L'anno scorso non ci era riuscita: in un serrato finale aveva prevalso la Virgili. Poi a marzo era riuscita a spuntarla nella corsa campestre ed un mese dopo iniziava quella fantastica serie di gare che le facevano portare il record italiano sino al notevolissimo 2.15.2 che anche oggi ha sfiorato. Ma il titolo di campionessa d'Italia degli 800 ancora le mancava. La bolzanina De Paoli era riuscita a portarsi al suo stesso livello ed a insidiarle, negli scorsi mesi, la supremazia nazionale. Finalmente stasera Gilda ha avuto la sua grande giornata. Ha pianto di gioia e nelle sue lacrime abbiamo visto scorrere tante fatiche, tante ansie, tanto macerante lavoro sempre sorretto da una passione a prova di tutto. Le era vicino, come sempre, Paolo Iodice, l'impareggiabile allenatore, ed anche lui era commosso. La terza giornata ha avuto nella Iannaccone la vera protagonista. La napoletana ha ottenuto negli 800 un 2.15.3 che stabilisce il nuovo primato dei campionati ed è vicino a quello italiano (conquistato dalla stessa Jannaccone a Belluno in occasione di Italia-Jugoslavia con 2.15.2). La Iannaccone ha insomma confermato di essere in fase ascendente e di poter raggiungere un tempo anche migliore. L'atleta della S.S. Napoli ha preso, subito dopo il via, il comando della gara. La Jannaccone ha resistito all'attacco della De Paoli e in prossimità del traguardo ha forzato l'andatura. Una partenza più veloce le avrebbe certo permesso di eguagliare il suo record. Il suo tempo rimane comunque ottimo, specie considerando i non eccezionali risultati tecnici di questa edizione degli assoluti...". In verità, oltre al bel risultato di rilievo della Jannaccone, trionfa anche Giorgio Mazza nei 110 ostacoli con il nuovo record italiano eguagliato di 14.3 e Giuseppina Leone che nei 200 metri con 24.5 ottiene un ottimo crono, anche record dei campionati. Il quotidiano Roma di lunedì 16 settembre 1958, nell'articolo di Italo Kuhne intitolato "A Gilda Iannaccone il titolo degli 800 metri", recensisce: "Ancora sole sull'Olimpico, ieri, con 15000 persone circa in tribuna per assistere alla giornata clou dei 48° campionati assoluti italiani di atletica leggera. Un sole che ha illuminato i molti record dei campionati migliorati, che ha fatto splendere maggiormente i due primati italiani ottenuti dalle squadre di staffetta della Fiat Sud Torino e delle Fiamme d'Oro di Padova e che, infine, ha dato lucentezza massima alla prestazione di Massa, vincitore dei 110 ostacoli con il tempo limite di 14.3, pari al record italiano assoluto. Fra tante prestazioni tecniche di così gran rilievo, tutti si aspettavano dalla napoletana Jannaccone un suo ennesimo record. Gilda voleva tenere fede alla promessa fatta alla vigilia della gara e perciò ai colpi di pistola è partita come un razzo, seguita dal plotone, sgranato dopo già cinquanta metri. La sua falcata era facile e piacevole, mentre alle sue spalle la sola Franca De Paoli, con corsa caracollante, le rimaneva nella immediata scia. Gilda ha vanamente atteso l'attacco della bolzanina e di qualsiasi altra avversaria, un attacco che le avrebbe permesso di aumentare leggermente il suo treno di corsa, ai 400 metri in perfetta armonia con il record, ma nessuna le è passata davanti e quando ai 550 metri la De Paoli ha abbozzato un tentativo di avvicinamento, Gilda ha spinto un poco e si è staccata nettamente. A 80 metri dal traguardo i cronometri registravano 2.03.0, ma il vantaggio sulla sua più diretta avversaria era salito a circa 20 metri e Gilda non è stata spronata a finire con un finale più forte, la qual cosa le avrebbe sicuramente permesso di migliorare il primato italiano che ha sfiorato per un solo decimo, correndo praticamente da sola. Peccato, la sua promessa l'ha mantenuta: ha vinto il titolo che le mancava nel già ricolmo carniere ed ha fatto di tutto per dare un ulteriore scossone al record. La verità è una e che Gilda non ha oggi, praticamente, nessuna avversaria in Italia. E, come lei, anche Giuseppina Leone è troppo sola per fare meglio del 24.5 ottenuto ieri, più che sufficiente per aggiudicarsi anche il secondo titolo della velocità, quella prolungata. Nel campo femminile sono queste le uniche due esponenti dell'atletismo femminile nazionale come in quello maschile signoreggiano Abdon Pamich, Adolfo Consolini, Giovanni Lievoro, Enzo Cavalli, Giorgio Mazza e Livio Berruti. Insomma tirando le somme, a parte le considerazioni relative al lato organizzativo, piuttosto caotico, la tre giorni dell'Olimpico ha ridato nuovo lustro all'atletica italiana. Lo testimoniano il primato battuto da Antonio Ambu nei 5000 metri (14.30.2), quelli migliorati da Letizia Bertoni negli 80 ostacoli (11.2) e Giorgio Mazza nei 110 (14.3)".
Il 1959 si apre subito con l’affermazione alla corsa campestre, dove il 19 marzo ad Arcore, vince, per il secondo anno consecutivo, il titolo italiano di cross-country. Segue il ritorno ai 400 metri, dove la Iannaccone tenta, in più occasioni, di riprendersi il record italiano della specialità. Ci prova subito ad aprile, durante la fase provinciale del campionato femminile, dove, allo stadio Vestuti di Salerno, vola verso il primato personale di 59.5, anche record regionale (non lontano dal primato assoluto di Delma Savorelli di 58.4), in una gara dove la seconda classificata, la Bernardo della Coas, si ferma a 70.9. Il quotidiano Il Mattino di lunedì 20 aprile 1959, nell'articolo intitolato "Eccellente la Iannaccone sui 400 a Salerno" recensisce: "La fase provinciale del campionato femminile si è svolta a Salerno per le società di Napoli e Salerno. E' stata una bella manifestazione che ha visto in lizza cinque squadre di Napoli e una di Salerno, tutte qualificatesi per la successiva fase regionale. Risultato di eccellenza quello della Jannaccone che ha corso i 400 metri in 59.5, percorrendo l'intera distanza fra gli scroscianti applausi degli sportivissimi spettatori salernitani che affollavano la tribuna del Vestuti". L'atleta napoletana ci riprova la settimana successiva, durante il meeting dell'amicizia del Vomero, dove vola sui 400 metri con il tempo di 58.9, mancando di soli cinque decimi il primato assoluto della specialità e stabilendo la seconda prestazione assoluta italiana. Il giorno successivo, durante la seconda e ultima giornata della riunione, stravince negli 800 metri in 2.19.2, davanti alla Calise della Libertas Ridolfi, seconda in 2.36.6, dimostrando una strepitosa forma già ad inizio stagione outdoor. Il quotidiano Il Mattino di domenica 26 aprile 1959, nell'articolo intitolato "Due record campani di Atletica Leggera", recensisce: "Due nuovi record campani hanno allietato ieri al Vomero la riunione di atletica leggera. I due brillanti risultati sono stati ottenuti da Gilda Iannaccone e da Nestone Amendola. L'allieva di Paolo Iodice ha corso i 400 metri in 58.9, malgrado che abbia tirato da sola per circa trecento metri: il suo limite precedente era di 59.4. Indubbiamente la Iannaccone è in gran forma ed appena potrà cimentarsi con avversari del suo livello, potrebbe anche far saltare il record italiano dei 400 metri. Il bravo Amendola della Partenope che già 15 giorni fa aveva lanciato il disco a 41.84, ha migliorato tale record ottenendo 41.98. Di notevole nella giornata anche Di Davy sugli 800 metri: 1.58.1". Poi, domenica 14 settembre a Roma, in occasione dei Campionati Italiani, l’atleta si aggiudica il titolo degli 800 metri con il nuovo primato nazionale portato a 2.14.6, tempo di assoluto valore europeo, se si considera che il mondiale, appartenente alla russa Nina Otkalenko, è fermo a 2.05.5. Il quotidiano Il Mattino di lunedì 14 settembre 1959, nell’articolo di Ettore Luara intitolato “Davanti a 5000 spettatori allo stadio Olimpico di Roma, altri due primati italiani agli assoluti di atletica: Jannaccone (800m 2.14.6) e Volpi (10000m 30.05.59)”, recensisce: “E’ la quinta volta che la napoletana migliora il limite nazionale portandolo ora ad un livello di valore europeo. Il record dei 10000 metri resisteva da quasi vent’anni. Gilda Jannaccone e Enzo Volpi hanno dato tono alla giornata conclusiva degli assoluti di atletica leggera del 1959. La napoletana è riuscita a migliorare per la quinta volta nella sua ancora giovanissima carriera, il record italiano degli 800 metri con un risultato che è di un certo livello, anche in campo europeo. Con il 2.14.6 di oggi, ha migliorato il precedente limite di tre decimi, essa ha messo in mostra doti di fondo sorprendenti. Infatti, portatasi in testa sin dalla partenza, non ha temuto il ritorno della Pege che la tallonava da appresso, anzi, ha aumentato l’andatura con progressivi allunghi. È stata in definitiva una gara senza colpi di scena, regolare, ordinata e potente…”. La Iannaccone vince la gara degli 800 metri con 2.14.6, davanti ad Anna Pege del Cus Padova con 2.19.8 e a Franca De Paoli della Saf Bolzano con 2.21.8. Nel 1960, la Jannaccone è pronta per le mitiche Olimpiadi di Roma. L’anno inizia più che bene con la vittoria del titolo italiano della campestre il 13 marzo a Pinerolo. Segue il primato italiano il 2 giugno a Padova degli 800 metri con 2.14.5 nella sfida con la torinese Franca Vaglio, sua eterna rivale che, nel 1963, interromperà la serie positiva di vittorie italiane. Il quotidiano Roma di venerdì 3 giugno, nell’articolo intitolato “Prodezza partenopea a Padova: Jannaccone 800 record”, recensisce: “La pista dell’Arcella di Padova porta fortuna alla Jannaccone. Già anni addietro, proprio su questo stesso traguardo, la napoletana aveva registrato uno dei suoi primi tempi di eccezione, fornendo una palmare dimostrazione che l’atletica nazionale aveva trovato una nuova vedette. Oggi la Jannaccone ha conosciuto ancora una volta l’ebbrezza di un record. Ha migliorato il suo stesso primato negli 800 metri per un soffio, riuscendo a portare il nuovo limite a 2.14.5. Prima che la Jannaccone scendesse in pista e anche quando si è vista scaldarsi, nessuno riteneva possibile un tempo eccezionale, anche perché la giornata era particolarmente afosa e soffiava un vento abbastanza sensibile a sfavore delle concorrenti lungo la dritta d’arrivo. La prova della napoletana è stata comunque eccezionale. Lo si è visto subito allo sparo della pistola che ella avrebbe raggiunto un risultato di gran rilievo, arrivando vicinissimo al record. Invece è stata più brava ed è andata oltre. Ha disputato tutta la gara in pratica da sola, in quanto, dopo soli 150 metri, aveva già conquistato la corda e nulla doveva temere fino al termine della prova. Ai 500 metri subiva l’attacco della giovane torinese Vaglio, ma questa non riusciva neppure ad affiancarla, in quanto la Jannaccone aumentava il ritmo della propria falcata e con un finish eccezionale riusciva a tagliare il nastro di lana con un tempo di primato. Molti complimenti e molti applausi. Potremmo dire gli unici che il pubblico padovano, accorso in verità non molto numeroso, ha riservato alle atlete. Questa fase del campionato italiano di società femminile non ha detto, infatti, gran chè. Oltre al tempo del mezzofondo, un altro solo spicca sul tabellone ed è quello ottenuto dalla bergamasca Elivia Ricci nel disco che ha scagliato l’attrezzo a metri 47.57, confermando così ancor di più, e non ce n’era bisogno, che l’atleta attraversa un periodo di forma eccezionale…”. Grazie alla performance della Jannaccone, nella classifica di società, la Libertas Ridolfi di Napoli si classifica al diciottesimo posto con dodici punti, cioè quelli conquistati dalla napoletana, visto che la società ha schierato soltanto la Jannaccone in gara. Poi, poco meno di un mese dopo, l’atleta partenopea registra un altro strepitoso record nazionale a Brighton, sempre più vicino al record del mondo della russa Nina Otkalenko, fermo a 2.05.0. Il primato arriva sabato 9 luglio, nel corso dell’incontro femminile Gran Bretagna-Italia, dove, come spesso succede alla napoletana, al record italiano mai segue una vittoria e, anche in questo caso, stabilisce il primato arrivando seconda, ma sfruttando la scia della mastodontica Joey Jordon, vincitrice della gara in 2.09.5. Oltre alla bella performance della Jannaccone, si registra la vittoria di Giuseppina Leone nei 100 metri, di Elivia Ricci nel disco, della staffetta 4x100 e della doppietta nel salto in lungo con Piera Tizzoni e Federica Galli. Nonostante ciò, l’incontro è vinto dalle britanniche con il risultato finale di 58-45. Il quotidiano Il Mattino di domenica 10 luglio 1960, nell’articolo intitolato “Record italiano della Jannaccone nell’incontro Gran Bretagna-Italia. L’atleta della Ridolfi ha migliorato di circa 4 decimi il suo primato precedente. Chiaro successo di Giuseppina Leone nei 100 metri”, recensisce: “L’italiana Gilda Jannaccone ha stabilito, nel corso del confronto di atletica leggera Gran Bretagna-Italia femminile (vinto dalle inglesi per 58 a 45), un nuovo primato italiano sugli 800 metri col tempo di 2.10.9. La Jannaccone si è classificata seconda dietro l’inglese Joey Jordon (2.09.5). Il precedente record apparteneva alla stessa Jannaccone con 2.14.5. E’ stato questo il risultato più sorprendente della riunione. La manifestazione si era aperta con una vittoria italiana ad opera della 25enne Giuseppina Leone che, nei 100 metri, ha afflitto alla 19enne inglese Doroty Hyman, campionessa dei 100 e 200 metri, la sua prima sconfitta dallo scorso ottobre. Come a Roma nello scorso ottobre, la Leone ha vinto nettamente battendo la rivale di circa tre metri in un ottimo 11.6. La gara che vedeva impegnata la napoletana Jannaccone è stata entusiasmante. L’atleta della Ridolfi è stata in seconda posizione per quasi tutta la gara. L’inglese Julia Smith si è portata subito in testa, ma a metà percorso è stata superata dalla Jordon che fino al traguardo, è stata tallonata dall’italiana. L’altra azzurra Franca Vaglio è rimasta notevolmente attardata, terminata a dieci secondi dalla Smith. Nel finale la Jannaccone ha accelerato il ritmo della sua azione ed ha staccato nettamente la Smith. Quando gli altoparlanti dello stadio hanno annunciato il record della Jannaccone, l’azzurra è stata circondata dalle sue colleghe che l’hanno festeggiata. Dopo aver tagliato il traguardo la Jannaccone ha continuato a saltellare al centro della pista e sembrava ancora fresca, ma poco dopo è stata presa dalla stanchezza e le sue compagne hanno dovuto sorreggerla e accompagnarla agli spogliatoi. Lo sforzo della Jannaccone è stato evidente, la pista era un po’ allentata per la pioggia caduta prima delle gare e tutte le atlete ne hanno risentito. Le azzurre hanno colto oltre tre vittorie nel salto in lungo, dove Piera Tizzoni ha vinto con 5,67 precedendo la connazionale Federica Galli, nel lancio del disco dove ha primeggiato Elivia Ricci con metri 46.49 (la Paternoster si è dovuta accontentare del quarto posto) e nella staffetta 4x100, dove il quartetto inglese è stato squalificato per cambio irregolare”. Dopo questa performance, la Jannaccone stravince il titolo ai Campionati italiani di Bologna, dove, con un tempo intermedio, conferma il suo ottimo stato di salute, fermando i cronometri a 2.12.2, di buon auspicio in vista delle Olimpiadi. Ma la delusione è dietro l’angolo perché, a fine agosto, quando la Jannaccone scende in pista nella seconda batteria degli 800 metri si ritrova lontanissima dalla qualificazione, classificandosi solo al quinto posto (si qualificano per la finale le prime due) con il tempo di 2.13.6. La batteria, che risulta essere una delle più veloce, è vinta dalla tedesca Ursula Donath in 2.07.8 davanti alla polacca Beate Zbikowska con 2.07.8. La Donath vince, poi, il bronzo finale con 2.05.6 dietro la russa Lyudmila Shevtsova che si aggiudica l’oro con il nuovo strepitoso primato del mondo a 2.04.4, davanti all’australiana Brenda Jones che vince l’argento con 2.04.5, anch’essa sotto il precedente primato del mondo della Otkalenko. La Jannaccone, seconda donna dell’atletica femminile ad essere convocata alle Olimpiadi sugli 800 metri dopo l’anonimo passaggio nel 1928 di Giannina Marchini, si ritrova con un pugno di mosche e una delusione difficile da smaltire. Ma, in definitiva, per la sua ancor giovanissima età, chiude l’anno con un grande primato italiano e con un tempo ad a un passo dalla barriera internazionale dei 2.10.0. Il 1961 si apre subito con l’affermazione alla corsa campestre, dove il 12 marzo a Bolzano, vince, per il quarto anno consecutivo, il titolo italiano di cross-country, dopodichè, ai primi campionati femminili a squadra che si disputano il 10 aprile allo stadio Collana del Vomero, la Jannaccone migliora nettamente il suo stagionale sui 400 metri piani con il tempo di 59.4 (lontano, però, dal record italiano di Danila Costa di 56.6) vincendo la gara sulla Alcidi, seconda in 65.9. Il quotidiano Il Mattino di lunedì 10 aprile 1961 nell'articolo intitolato "Gilda Jannaccone della Partenope corre i 400 piani in 59.4" recensisce: "L'atletica femminile campana 1961 sembra avviata verso una stagione molto propizia e foriera di grossi risultati: ieri allo stadio del Vomero, oltre ad una messe di risultati soddisfacenti, fra cui primeggia il 59.4 della Jannaccone sui 400 metri, si è notato un nucleo di giovanissime alle prime armi che ha destato veramente una favorevolissima impressione. Bene! Gilda Jannaccone ha centrata, con una corsa solitaria e su un fondo quanto meno impossibile, un ottimo tempo sui 400 metri fermandosi ad un decimo dal suo stesso primato. Fosse stata impegnata e su una pista in migliori condizioni, certo avrebbe avrebbe fatto molto di meglio. Comunque ha chiarito di essere già in buona forma e quest'anno, certo, farà grosse imprese. Brava Gilda!...". Essendo una forma di campionato di calcio, per tutto aprile e maggio continuano le sfide delle sei società (Partenope, Cus Orientale, Sportiva Napoli, Libertas Aurora, Libertas Vomero, Libertas De Gasperi) con l'atleta napoletana impegnata su più discipline. Durante la sfida del 24 aprile, la Jannaccone registra, sotto un fortissimo acquazzone, la migliore prestazione italiana assoluta dei 600 metri con il tempo di 1.36.5, nonostante le pessime condizioni della pista. Alla fine delle dispute, la Partenope vince il campionato femminile a squadre. Anche ai campionati assoluti di Torino, l'atleta partenopea non ha rivali e si aggiudica la gara e la maglia tricolore sugli 800 metri con il tempo di 2.13.4. Nonostante molti personali tra 4x100, 100, 400 e 600, nel 1961, la Jannaccone per la prima volta non registra nessun miglioramento nella sua disciplina. Il 1962 è l’anno delle grandi soddisfazioni, in particolare per l’abbattimento della barriera dei 2.10.0 negli 800 metri, ma anche delle amarezze per la bruciante eliminazione ai Campionati Europei di Belgrado, dove si classifica penultima nella sua batteria. L’anno si apre alla grande con la vittoria del quinto titolo consecutivo del cross-country a Castellanza. Il quotidiano Corriere di Napoli di domenica 6 marzo 1962, nell’articolo di Salvatore Massara, intitolato “Per Gilda Jannaccone quinta medaglia tricolore”, recensisce: “La 22enne napoletana Gilda Jannaccone, puntuale come una scadenza di una cambiale, ha vinto ieri la sua quinta maglia tricolore consecutiva di campionessa italiana di corsa campestre. L’allieva di Paolo Iodice, tra i rigori della Brughiera lombarda, ha ancora una volta imposto i diritti della sua classe superiore. Sin dal boom del giudice di partenza, la scugnizza del Vomero ha assunto il comando delle operazioni, balzando in testa alla gara. La torinese Vaglio e la milanese Caimmi le hanno resistito fino a metà gara. Poi Gilda si è involata, solitaria, verso un altro luminoso traguardo. La portacolori della Partenope, dal 1958, ha imposto in Italia la sua dittatura nel mezzofondo. Giunta alla maturazione fisico-atletica, quest’anno la Jannaccone ha, come mira, l’ambizioso traguardo degli Europei di Belgrado. L’atleta napoletana ha imposto tutta la sua preparazione invernale in vista del duro cimento jugoslavo, in cui gareggerà contro le migliori mezzofondiste del Vecchio Continente. A Castellanza ha fatto il suo primo collaudo in maniera più che positiva. Speriamo che le cose vadano bene anche in futuro”. Anche il giornalista sportivo Lorenzo Recchia, sul Corriere di Napoli dell’8 marzo 1962, esprime, nell’articolo intitolato “Brava Gilda” tutto il suo assenso ed entusiasmo per la Jannaccone: “Gilda Jannaccone, per la sua quinta volta consecutiva, si è confermata a Castellanza campionessa d’Italia di cross-country, seminando fin dalla partenza tutte le avversarie nella sua scia e tagliando in splendida solitudine il traguardo. La Jannaccone è già un nome in campo nazionale, non fosse altro che per quel suo record italiano sugli 800 metri che, fra tutti i primati femminili, è quello che forse più si avvicina ai limiti mondiali (Jannaccone 2.10.9; Sui Kim Dan, Corea, 2.10.2). ma il fatto che ella, da cinque anni con facilità irrisoria, confermi la sua superiorità in una specialità avente solo valore agonistico, oltre che nelle prove del mezzofondo, è di per sé quanto mai eloquente. Nel senso soprattutto (considerato il suo progressivo evolversi, considerata la sua giovane età) che molto ancora ci si può attendere da questa ragazza scoperta, forgiata e affinata da Paolo Jodice. Oggi Gilda ha nove maglie azzurre nel cassetto. Domani saranno ancora di più. Ma chi vi dice che qualcuna di esse: quella degli 800 piani, ad esempio, non si stemperi al fuoco della passione e della volontà, acquisendo i meravigliosi colori dell’arcobaleno? Noi almeno ci speriamo”. La performance non rimane isolata e altre belle prestazioni, durante il corso dell’anno, fanno presagire un buon risultato ai settembrini Campionati Europei di Belgrado. La Jannaccone, infatti, si aggiudica il titolo italiano degli 800 metri a Napoli col tempo di 2.15.1 e migliora per ben due volte il record italiano della specialità: 2.10.0 a Londra e soprattutto il formidabile 2.09.5 a Aosta che le apre la frontiera internazionale e l’avvicinamento al primato europeo della russa Nina Otkalenko di 2.04.3. Il quotidiano Il Mattino di martedì 10 luglio 1962, nell’articolo intitolato “Nella riunione di Londra Gilda Jannaccone migliora il record italiano degli 800 metri” recensisce: “Nei campionati di atletica leggera dell’Impero Britannico, svoltisi sabato scorso a Londra e ai quali ha partecipato Gilda Jannaccone sulla distanza delle 880 yard, l’atleta napoletana ha battuto il primato italiano degli 800 metri da lei stessa detenuto. La prodigiosa atleta, nella gara delle 880 yard, è riuscita infatti a entrare in finale dove si è piazzata al quinto posto con il tempo di 2.10.9 decimi. Al passaggio degli 800 metri, i cronometri le hanno accreditato il tempo di 2.10.0 netti che migliora di ben 9 decimi il precedente record italiano della distanza detenuto dalla stessa Jannaccone”. Ovviamente, la Jannaccone registra anche il record delle 880 yard, ma la napoletana non è contenta perché pochi centesimi la separano dalla barriera dei 2.10 che la portano all’eccellenza mondiale. Il crollo avviene un mese dopo, in occasione dello scontro Italia-Francia, dove l’atleta registra un fantastico 2.09.5, tempo con il quale vince anche la gara. La grande performance della Jannaccone fa passare in secondo piano un altro importante record femminile, quello di Magalì Vettorazzo che, saltando nel lungo 6,01 scavalca la barriera dei 6 metri. Il quotidiano Il Mattino di domenica 20 agosto 1962, nell’articolo di Aldo Bini, intitolato “Le atlete italiane superano le francesi. Record della Jannaccone sugli 800 metri”, recensisce: “Grande, bella, eclatante vittoria delle azzurre dell’atletismo italiano oggi allo stadio Tesolini di Aosta, la Nazionale femminile ha battuto l’orgogliosa formazione francese, scesa nella capitale della Vallèe per umiliarci, col punteggio di 59-56. Due grossi primati italiani hanno completato il trionfo azzurro in una giornata che passerà alla storia dell’atletica leggera femminile italiana. Gilda Jannaccone, la 22enne portacolori della Partenope di Napoli, si è superata per l’ennesima volta. Già quest’anno la scugnizza del Vomero correndo al White City di Londra aveva migliorato il suo stesso primato nazionale degli 800 metri stabilito nel luglio del 1960 a Brighton, nel corso di Inghilterra-Italia (2.10.9). La napoletana aveva portato quest’anno il record a 2.10.0, limite di buon livello internazionale. Ad Aosta, con una gara coraggiosa e generosissima, l’allieva del prof. Paolo Jodice, ha strabattuto la primatista di Francia Goullieaux, l’altra azzurra Collodo e la Yvonnet, segnando un sorprendente 2.09.5 suscettibile, si badi bene, di un ulteriore miglioramento. Con questo primato la Jannaccone si è assicurata il passaporto per i Campionati Europei di Belgrado…”. Oltre alla Jannaccone e alla Vettorazzo, vincono le rispettive gare Donata Govoni nei 200 metri, Delma Savorelli nei 400 metri, Osvalda Giardi nel salto in alto e Elivia Ricci nel lancio del disco. Alla disputa dell’ultima gara, il punteggio Italia-Francia è drammaticamente 55-55, cosicchè è la staffetta 4x100 a decidere la vittoria con l’Italia, sulla carta, nettamente perdente, visto il forfait della Govoni, dolorante a un piede, sostituita dalla giovanissima Spampani. A dispetto delle avversità, le azzurre si aggiudicano la gara in 46.5 contro il 46.7 delle staffettiste francesi e nonostante l’incredibile rimonta finale della Guenard sulla Mecocci. Dopo questa performance, Gilda Jannaccone si guadagna ad honorem, la convocazione ai Campionati Europei di Belgrado, insieme alle velociste Donata Govoni, Delma Savonarelli, Nadia Mecocci e Daniela Spampani, all’ostacolista Letizia Bertoni e alla lunghista Magalì Vettorazzo. L’entusiasmo è alle stelle, poi, il 12 settembre, l’amara delusione dell’avvilente eliminazione nella batteria degli 800 metri. È pur vero che la Jannaccone non avrebbe potuto sperare in un podio, visto che l’olandese Gerda Kraan vince con il primato europeo di 2.02.8 e l’argento e il bronzo, assegnato alla tedesca Waltraud Kaufmann e all’ungherese Olga Kazj, si guadagna con il tempo di 2.05.0. Ed è pur vero che anche la finale era inavvicinabile, visto che il tempo peggiore recuperato per la qualificazione alla finale è stato della polacca Krystina Nowakowska di 2.07.4, nettamente inferiore al personale della Jannaccone, ma è pur vero che l’atleta napoletana poteva sperare sicuramente ad un piazzamento ed a un tempo più dignitoso. Nel 1963, la Jannaccone subisce la prima sconfitta da un’altra atleta italiana dopo circa sei anni di dominio assoluto. Eppure l’anno inizia bene con la sesta maglia tricolore consecutiva nella campestre, vinta il 17 marzo a Carmelata con il tempo di 3.55.3 su un percorso di 1.300 metri circa. Poi la brutta sconfitta nella pre-olimpica di Asti quando giunge soltanto terza alle spalle di Franca Vaglio e Fernanda Ferrucci. Per questo motivo è spedita a Londra contro la fortissima inglese Joey Jordan per smaltire l’amara sconfitta e, soprattutto, per stabilire, sulla scia della Jordan, un tempo di valore. Ma, anche in questo caso, succede l’imprevedibile, perché la Jannaccone, non capendo la lingua inglese, male interpreta il regolamento delle batterie degli 800 metri che non porta, come consuetudine, le prime tre atlete classificate in finale (negli anni ’60 la finale degli 800 metri si svolgeva a sei atlete e non otto, come negli anni successivi), bensì i migliori tempi, trovandosi, in questo modo, esclusa dalla finale per un vistoso rallentamento nel finale. La stampa napoletana inizia a preoccuparsi che la dittatura della figlia sportiva di Cantanapoli possa essere ad un passo dal bivio e inizia a intravedere e a addossare possibili colpe di queste sconfitte a altri personaggi o addirittura alla Fidal, come afferma l’articolo di Salvatore Massarese pubblicato sul quotidiano Corriere di Napoli dell’8 luglio 1963 e intitolato “La Jannaccone eliminata a Londra per colpa della lingua”: “Non ci sono dubbi: la fortuna ha voltato le spalle alla 23enne primatista e campionessa italiana degli 800 metri Gilda Jannaccone. Una settimana addietro, nella pre-olimpica di Asti si è fatta sconfiggere dalla Vaglio e dalla Ferrucci, dopo essere rimasta imbattuta in Italia dalla fine del 1957. Si sperava in una immediata riabilitazione dato che sabato la portacolori della Partenope era impegnata al White City di Londra nei campionati britannici femminili. Assente la famosissima Joy Jordan, la Jannaccone era addirittura favorita. Per gli 800 metri si correvano due batterie e poi la finale. Gilda si è limitata a controllare la sua batteria finendo terza in 2.14.9, onde conservare le energie per la finale. Ma solo dopo la disputa della batteria degli 800 metri si è venuto a sapere che in finale non entravano le prime quattro di ogni batteria, ma i migliori tempi e così la napoletana, che aveva corso a risparmio, è rimasta esclusa dalla finale, vinta poi dalla Perkins in 2.12.2, un tempo ben lontano dal primato della Jannaccone (2.09.5). A questo punto è necessario un commento. Può mai essere che la Fidal invii all’estero delle atlete a gareggiare e non è in grado di farle accompagnare da dirigenti in grado di capire la lingua e conoscere, di conseguenza, le modalità delle gare in cui sono impegnate le azzurre? Dovrebbe essere possibile anche se la Fidal continua ad avere accompagnatori che si esprimono a segni”. Fortunatamente il 1963 non è l’anno delle sconfitte, perché la Jannaccone, dopo aver vinto, in primavera, il titolo del cross-country a Carmelata e l’ottavo titolo consecutivo degli 800 metri ai Campionati italiani di Trieste con il tempo di 2.11.5, stabilisce a Milano il nuovo record italiano degli 800 metri in 2.09.1 nel corso del triangolare Italia-Francia-Jugoslavia, classificandosi al secondo posto dietro l’inarrivabile transalpina Marionne Dupureur, vincitrice della gara con il formidabile tempo di 2.07.5, nuovo primato francese. Il record italiano della Jannaccone tranquillizza i tifosi e la stampa. Il quotidiano Corriere di Napoli di lunedì 24 settembre 1963, nell’articolo intitolato “Formidabile la Jannaccone. Gilda 800x9”, recensisce: “Per la nona volta consecutiva la napoletana Gilda Jannaccone ha migliorato il record italiano degli 800 metri. L’allieva del prof. Paolo Jodice, gareggiando ieri all’Arena di Milano, nel corso del triangolare Italia-Francia-Jugoslavia ha terminato la tiratissima gara degli 800 metri sulla scia della transalpina Marionne Dupureur, vincitrice in 2.07.5, nuovo primato di Francia, col tempo di 2.09.1 Il vecchio primato italiano, stabilito da Gilda lo scorso anno ad Asti era 2.09.5. La regolarità e la costanza con cui la Jannaccone realizza i suoi records fanno apparire gli stessi come qualcosa di estremamente facile, naturale e addirittura, quando la portacolori della Partenope non realizzi un primato, gli sportivi restano delusi. Ma per realizzare i suoi nove records italiani quanti sacrifici, quante rinunce ha dovuto fare la povera Gilda. L’exploit di Milano apre a Gilda la squadra che conduce a Tokyo ’64. La sua partecipazione ai Giochi Olimpici sarebbe veramente un traguardo altissimo che recherebbe grande prestigio allo sport napoletano. Un’occasione per far meglio del 2.09.1 realizzato all’Arena, la Jannaccone l’avrà sul finire della stagione allo stadio Vittoria di Bari”. Nell’anno delle Olimpiadi, la Jannaccone può sicuramente iniziare a raccogliere i suoi sacrifici, visto che si è avvicinata di molto ai tempi delle campionesse europee, in particolare alle terribili russe. Ma i buoni risultati non convincono la Fidal che, proprio a ridosso del nuovo record italiano del 20 settembre 1964, annuncia la squadra di atletica leggera per i Giochi Olimpici di Tokyo che non vede nessuna presenza femminile, se non una x per la staffetta 4x100, che significa eventuale convocazione in base al risultato ottenuto durante il triangolare. Poi, durante lo scontro femminile tra Italia-Jugoslavia-Francia, la staffetta 4x100 non convince e perde la convocazione che, al contrario, è guadagnata, a sorpresa, dalla lunghista Maria Vittoria Trio che stabilisce il nuovo primato italiano a 6,26. E la Jannaccone? Nonostante l’onorevolissimo primato italiano, è penalizzata dal fatto che, al contrario della Trio, non vince la gara, ma è seconda e secondo i criteri della Fidal, quanto basta per rimanere a casa. In verità, la mancata convocazione è determinata anche dal fatto che, proprio in questo periodo, la sua società, la Partenope, sta attraverso un complicato momento di crisi finanziaria. Il quotidiano Il Mattino di lunedì 21 settembre, nell’articolo intitolato “Nell’incontro con Jugoslavia e Francia, record della Jannaccone sugli 800 e della Trio nel salto in lungo”, recensisce: “La napoletana Gilda Jannaccone ha stabilito il nuovo primato nazionale femminile degli 800 metri durante il triangolare di atletica qui disputato oggi. La Jannaccone, in forma smagliante, sulla scia della vincitrice della prova, la francese Dupurar, ha realizzato 2.08.9 contro i 2.09.1 del vecchio record stabilito esattamente un anno fa (il 22 settembre) a Milano dalla medesima atleta. Accanto all’exploit della napoletana, va posto quello della Trio che nel lungo con un salto di 6,26 ha stabilito il nuovo primato nazionale della specialità…”. Nonostante i due fortissimi primati italiani e la vittoria di Magaly Vettorazzo nei 100 metri con 11.7 e di Elivia Ricci nel disco con 48.45, l’Italia perde lo scontro sia con la Francia per 63-51 che con la Jugoslavia per 60-55. La Fidal, dopo questo scontro, decide di lasciare a casa sia la staffetta 4x100 che la Jannaccone, mentre, visto che si era riservato nella convocazione, un posto femminile, decide di convocare la Trio, in seguito al record italiano. La napoletana, non dandosi per vinta, tenta in extremis, un ulteriore tentativo al meeting di Bari dove, con un fortissimo passaggio ai 400 metri in 60.4, avrebbe sicuramente concluso la gara col nuovo primato, se una sfortunata caduta a cinque metri dal traguardo non avesse compromesso la prestazione. Il quotidiano Il Mattino di lunedì 28 settembre 1964, nell’articolo intitolato “Solo la sfortuna priva la Jannaccone di un nuovo record”, recensisce: “Se non fosse crollata a non più di cinque metri dall’arrivo finendo fuori pista, Gilda Jannaccone avrebbe migliorato oggi a Bari il suo freschissimo record italiano degli 800 metri. L’atleta napoletana aveva corso i primi 400 metri in 60.4 e progressivamente aumentato il vantaggio sulla sua rivale, la romana Fernanda Ferrucci, portandolo oltre una decina di metri a metà del rettilineo finale. Senza la caduta Gilda Jannaccone avrebbe certamente migliorato il suo stesso primato”. Nel 1965, Gilda Jannaccone si infortuna e deve cedere il passo e il titolo del cross-country, dopo sette anni di dominio. Subisce, infatti, la disfatta a Mondovì ad opera di Fernanda Ferrucci che la precede di poco sul traguardo. Il quotidiano Corriere di Napoli di lunedì 29 marzo, nell’articolo intitolato “Gilda Jannaccone sconfitta a Mondovì” recensisce: “La napoletana Gilda Jannaccone, per sei anni (dal 1958 al 1963) campionessa italiana di corsa campestre, dopo la forzata assenza dal campionato lo scorso anno (era infortunata) era scesa oggi in campo per riaffermare il suo dominio nel cross nazionale. Ma la romana Ferrucci del Cus, più preparata della portacolori della Partenope, è riuscita a conquistare la maglia tricolore per il 1965 col tempo di 3.58.6 e precedendo di sei decimi la Jannaccone (3.59.4)”. Dopo questa performance, ritorna in infermeria e deve saltare i campionati italiani di Roma, dopodiché si prepara per l’incontro della Nazionale con l’Austria (diciannovesima e ultima maglia azzurra) che si svolge a Massa il 27 giugno 1965, dove subisce una cocente sconfitta dall'austriaca Schatz che vince con un tempo mediocre di 2.11.8. La Jannaccone arriva al traguardo addirittura terza con 2.16.5, tempo lontanissimo dai suoi soliti cronometri. Nonostante la disfatta della napoletana, le azzurre festeggiano la vittoria con l’Austria 68 a 48, grazie a Donata Govoni, vincitrice dei 100 e 200 metri con 12.0 e 24.8, alla solita Elivia Ricci nel disco con 50.70 e nel peso con 14,39 (record italiano), ad Adriana Cremonti nell’alto con 1,58, a Roberta Turba nel lungo con 5,63 ed a Paola Pigni nei 400 metri col tempo di 56.3. Il quotidiano Il Mattino di lunedì 28 giugno, nell’articolo intitolato “Primato italiano della Ricci nel peso a 14.39. Gilda Jannaccone giunge terza negli 800 metri”, recensisce: “La squadra Nazionale femminile di atletica leggera ha battuto quella dell’Austria per 68 a 48 nell’odierno incontro svoltosi a Massa. Gli obiettivi che gli allenatori della squadra azzurra femminile si erano prefissi, non riguardavano tanto il risultato finale dell’incontro con le austriache, quanto i progressi dalle prestazioni individuali, anche perché le atlete ospiti non potevano minacciare il successo collettivo delle italiane. Sono stati registrati risultati di rilievo nel lancio del peso dove Elivia Ricci ha migliorato di un centimetro il record italiano, scagliando l’attrezzo a metri 14.39, facendo crollare il primato della Paternoster che resisteva da otto anni. La Ricci ha poi migliorato il proprio record stagionale del disco, dimostrandosi in forma smagliante. C’è da rilevare, inoltre, che le austriache, pur comportandosi egregiamente in alcune gare, non sono state in grado di impegnare a fondo le avversarie. Deludente la gara della napoletana Jannaccone sui metri 800, dov’è giunta terza con il tempo di 2.16.5, molto al di sotto delle sue ordinarie prestazioni”. Dopo questa performance, la fortissima atleta napoletana si trova a dover decidere se continuare a correre o impiegarsi. Purtroppo il Coni non le permette di svolgere entrambe le attività e tra la sicurezza economica dell’impiego e l’inesistenza economica dello sport, la Jannaccone a malincuore decide di abbandonare l’atletica leggera. E pensare che tutte le forti atlete del mezzofondo italiano, hanno trovato soddisfazioni, nessuna esclusa, ad un’età superiore a quella della Jannaccone. Gabriella Dorio, infatti, vince a Los Angeles il titolo olimpico sui 1500 metri nel 1984 a 27 anni; Paola Pigni si aggiudica il bronzo sui 1500 alle Olimpiadi di Monaco 1972 a 27 anni; Agnese Possamai vince il titolo europeo sui 1500 indoor ai Campionati Europei di Grenoble all’età di 28 anni; Roberta Brunet si aggiudica il bronzo sui 5000 alle Olimpiadi di Atlanta all’età di 31 anni. Se vogliamo arrivare ai tempi attuali, la fortissima Elisa Cusma ha raggiunta la finale mondiale degli 800 ai Campionati Mondiali di Berlino all’età di 28 anni. Questi esempi servono a far capire che se la Jannaccone, ritiratasi in piena attività, avesse gareggiato almeno per altri cinque anni, avrebbe sicuramente aggiunto al suo già brillante curriculum altri bottini luccicanti. Segnaliamo, inoltre, che negli anni ’60, oltre alle Olimpiadi e ai Campionati Europei, non c’erano altre manifestazioni, quali i Campionati del Mondo, la Coppa Europa, la Coppa del Mondo, le Universiadi e tutta l’attività indoor. Per la cronaca, nel 1966, il record italiano della Jannaccone è migliorato da Paola Pigni, altra regina del mezzofondo femminile, entrata nella storia per aver rivoluzionato i 1500 metri italiani e internazionali.
PROGRESSIONE: 1957: (17) 60.9 (400m); 1958: (18) 2.14.9 (800m); 1959: (19) 58.9 (400m), 2.14.6 (800m); 1960 (20) 2.10.9 (800m); 1961 (21) 59.4 (400m), 2.13.4 (800m); 1962 (22) 2.09.5 (800m); 1963 (23) 2.09.1 (800m); 1964 (24) 2.08.9 (800m); 1965 (25) 2.16.5 (800m).
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