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Storia del Teatro e della Canzone Napoletana di ANTONIO SCIOTTI
GLI ATTORI DEL CINEMA MUTO: MARIA SCARANO
DI ANTONIO SCIOTTI Maria Scarano (Napoli, 7 settembre 1901 – 1938) è stata una delle primissime attrici napoletane ad impegnarsi con l’arte del cinema muto in un periodo in cui il cinematografo non era ancora ben visto dalle maggiori etoile e dive del varietà italiano e napoletano. Di particolare bellezza e di grande temperamento, è ricordata per il suo carattere fortemente malinconico, alternato ad un vivo umorismo e ad un temperamento assai brillante rappresentato sul palcoscenico. Debutta giovanissima nel mondo dell’arte, prendendo parte alle prime compagnie dialettali di sceneggiata e di prosa che si formano alla fine degli anni ’10 del ‘900. Poi, nel 1919, debutta nel mondo della celluloide, interpretando la pellicola di Gustavo Serena “Per te muoio” (Margherita Film) con Giovanni Grasso, Gustavo Serena, Elio Palbo e Flora Marrono, cui segue, nel 1920, il film di Armaz “La sorella minore” (Tirrena Film) con Silvio Orsini, Salvatore Santero, Ada Battistelli, Pietro Campanella, Clara Baldini e Wanda Cheliot Mackey. Nel 1921, gira il film di Pasquale Parisi e Francesco Bertolini “L’altro” (Lombardo Film) con Tristano Byron, Carlo Reiter, Emma Lucarelli e Rita Almanova, cui segue la pellicola in due episodi di Francesco Bertolini “Il disco d’oro” (Lombardo Film) con Ermanno Roveri, Rita Almanova, Emma Lucarelli, Fulvio Chialastri e Carlo Reiter. Nel 1922, è protagonista del film in due episodi di Giovanni Raicevich “L’uomo della foresta” (Lombardo Film) con Ubaldo Maria Del Colle, Giovanni Raicevich e Guido Sebastiani (Prod. Lombardo) e della pellicola di Ubaldo Maria Del Colle “Il colosso vendicatore” (Lombardo Film) con Giovanni Raichevich e Ermanno Roveri. Dopo questa performance, nel 1922, ritorna a teatro, prendendo parte alla prestigiosa compagnia di rivista “Rosea” di Mario Mari, Cesare Faras e Gigi Pisano che, in questo periodo propone, con il ruolo di prima donna, la giunonica etoile romana Zara Prima. Con questa formazione, la Scarano presenta, sui maggiori palcoscenici della Penisola, diverse commedie di gran successo, quali “Tutti in cupola” di Faras, “Inferno Paradiso e Purgatorio” di Arturo Trusiano, “Il Vispo Tereso” di Gigi Pisano, ecc. Nel 1923, dopo aver girato il film di Fausto Carrera “L’urdema canzona mia” (Miramar Film) con Mario Negri, Lucia Pezzullo, Giovanni Serena, Oreste Tesorone, Olimpia Zara e Giorgio Giorgi, accantona il teatro ed il cinema e, forte dell’esperienza con la compagnia Rosea, si indirizza verso il mondo delle sette note, prendendo parte, per tutta la seconda metà degli anni ’20, alle più popolari audizioni di Piedigrotta (Santa Lucia, La Canzonetta, E.A.Mario, Unac, ecc.), trovando subito gran successo con le canzoni “Giroflè giroflà”, “Jack”, “Non scherzate con l’amore”, “Il fox-trott del cuore”, “Piccolo Pierrot”, “La leggenda di Pierrot” ed altre. Il poeta e compositore Francesco Buongiovanni, in occasione di una sua partecipazione alla Piedigrotta Santa Lucia, le dedicò, sul relativo Fascicolo piedigrottesco, la seconda copertina con la seguente recensione: “E’ tutta sensibilità, intelligenza, tutta nervi. Fuor dalla scena ha l’aria di una collegiale dei Miracoli. I lumi della ribalta la rianimano, la scuotono, la trasformano. La fanciulla, pallida e gentile che parla con voce sommessa e ha sempre gli occhi velati di malinconia, sul palcoscenico diventa una reginetta del brio, della grazia, del sorriso. Par che si compia, quasi, un miracolo di sdoppiamento. Ella sottolinea la sua canzone con accenti deliziosamente birichini, con piccoli gesti maliziosi, con occhiate di rara furbizia. Il tipetto vien fuori chiaro, limpido, originale, attraverso una piccola voce intonata, una dizione perfetta, una mimica signorile e intelligente. Questa dolce e cara creatura tutto intende a volo, e tutto rende con coscienza sicura. Ella, a buon diritto, va annoverata tra le interpreti, interprete brillante, piena di vis comica, piena di fantasia, piena d’ingegno. Noi siamo lieti di averla quest’anno tra noi, sicuri che ella porterà al successo alcune tra le nostre più belle canzoni: canzoni che nessuno potrebbe e saprebbe dire meglio di lei”. La Scarano, dopo altre apparizioni in programmi di arte varia e di varietà, all’inizio degli anni ’30 si sposa con l’avvocato Novelli e si ritira a vita privata, dedicando la sua vita alle opere di carità e, in particolare, al volontariato. Nel 1938, inviata al fronte dalla Croce Rossa, perde la vita mentre tenta di raggiungere un accampamento di soldati italiani in Libia.
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