Storia del Teatro e della Canzone Napoletana

di ANTONIO SCIOTTI

home

 

REGINE NAPOLETANE DELL'ATLETICA LEGGERA:

RITA BOTTIGLIERI

RITA BOTTIGLIERI:

il gatto dalle sette... specialità

(100m, 200m, 400m, 100h, 400h, lungo, pentathlon)

DI ANTONIO SCIOTTI

Rita Bottiglieri (Napoli, 29 giugno 1953)

E’ stata, in assoluto, una delle migliori atlete della velocità piana ed a ostacoli tra gli anni ’70 e ’80. Punta di diamante della Nazionale femminile con Sara Simeoni, ha stabilito tra tempi manuali ed elettrici, due record nei 100 metri, nove nei 200 metri, sei nei 400 metri, due nei 100 ostacoli, quattro nei 400 ostacoli e tre nel Pentathlon. Ai 23 record si aggiungono, poi, tutti quelli dell’attività indoor tra 60 metri, 400 metri, 60 ostacoli e distanze non ufficiali sulle yard per un totale di oltre quaranta record italiani. Ha sfiorato, in alcune occasioni, il record del mondo sui 400 ostacoli e quello italiano nel salto in lungo. Spesso, negli incontri internazionali, nei meeting e ai campionati assoluti, ha coperto tre e quattro specialità. Mai nessun’altra donna dell’atletica ha accarezzato l’assoluto e singolare primato di Rita Bottiglieri, battezzata dalla stampa “l’atleta ovunque”.

 

Si mette in luce nel 1973 quando, a Roma, si laurea campionessa italiana del Pentathlon con il punteggio di 3.789, confermando il titolo anche nel 1974, sempre a Roma, con 3.906. Inoltre, sempre nel 1974, è convocata con la primatista italiana dei 60 metri ostacoli, Antonella Battaglia, ai Campionati Europei Indoor di Goteborg, dov’è eliminata in batteria con il tempo di 8.8. Poi, il 9 giugno a Camaiore, nell'incontro internazionale femminile, la Bottiglieri trascina la squadra formata dalla Saviozzi, la Cherboni e la Di Luca alla vittoria, stabilendo il primo di una lunga serie di record italiani, abbattendo, nel Pentathlon, la barriera dei 4.000 punti, segnando il punteggio di 4.124 (14.4 100h/11.69 peso/1,63 alto/5.99 lungo/25.1 200m), assai superiore al precedente primato di Barbara Ridi di 3.996. Ancora nello stesso anno, diventa la nuova primatista italiana dei 100 ostacoli eguagliando, a San Bonifacio, il primato di Ileana Ongar di 13.7, ma perde sulla stessa distanza la maglia tricolore ai campionati assoluti di Roma (dove, per la prima volta in assoluto, è utilizzato il cronometraggio elettrico). L'atleta napoletana, nonostante il fortissimo 13.95 arriva seconda dietro Ileana Ongar che, fermando il tempo a 13.71, stabilisce anche il primo record italiano elettrico dei 100 ostacoli. Dieci giorni dopo, ottiene al meeting internazionale di Napoli il minimo per i campionati Europei di Roma, arrivando con 11.6 terza dietro Laura Nappi, vincitrice con 11.5 e Cecilia Molinari, seconda con lo stesso tempo. Le tre azzurre convincono la Fidal e sono convocate sia per la gara dei 100 metri che per la staffetta 4x100 con Maura Gnecchi, Alessandra Orselli e Adriana Carli. Poi, agli Europei, l'atleta partenopea trova molta amarezza per l'immediata eliminazione con il tempo mediocre di 12.05 che le porta solo un quinto posto nella seconda batteria vinta dalla polacca Irene Szewinska con 11.39. Nonostante l'eliminazione, fanno meglio della Bottiglieri sia Cecilia Molinari, quinta con 11.95 in prima batteria che Laura Nappi, sesta con 12.01 in quinta batteria. Dopo l'insoddisfacente performance, non prende parte alla staffetta 4x100 formata dalla Molinari, dalla Nappi, dalla Orselli e dalla Gnecchi.

 

PRIMATI ITALIANI DEL 1974: 13.7 (100h), 4124 (Pentathlon).

 

Il 1975 si apre con la vittoria del titolo italiano dei 60 metri a Genova con il tempo di 7.45, anche nuovo record italiano e, grazie a questa performance, ottiene il visto della Fidal per partecipare ai Campionati Europei Indoor di Katowice. Qui, superata brillantemente la batteria, si classifica al quinto posto nella finale dei 60 metri con il tempo di 7.43, ancora nuovo record italiano. Il quotidiano Roma di lunedì 10 marzo 1975, nell’articolo intitolato “La Simeoni con 1,80 sfiora il bronzo” recensisce:

“Poco da dire per la rappresentazione italiana. Nelle gare maschili nessun azzurro in finale. Le uniche consolazioni ci sono venute dalla Simeoni, quarta nell’alto con 1,80, stessa prestazione dell’olandese Bouma cui è toccata la medaglia di bronzo per aver segnato la misura al primo salto contro l’errore iniziale dell’italiana. La seconda maglia azzurra in finale è stata quella di Rita Bottiglieri, piazzatasi al quinto posto con 7.43 nella finale sprint dei 60 metri vinta dall’inglese Lynch in 7.17”.

Poi, dall’estate del 1975, la Bottiglieri inizia a raccogliere non soltanto prestigiose finali e record italiani, ma anche le prime di una lunga serie di medaglie. Escludendo la parentesi di Coppa Europa, a Ludenscheid, dove, per esigenze di squadra, è convocata per il salto in lungo, dove si classifica al quarto posto con l’onorevole misura di 6.11 (a tre centimetri dal suo personale) ed al quinto con la staffetta 4x400 con il tempo di 3.39.5, l’atleta napoletana registra al meeting internazionale di Milano il nuovo record italiano dei 100 ostacoli con 13.6, dopodichè esplode a fine agosto ai Giochi del Mediterraneo di Algeri dove trionfa sia nei 100 metri che nei 400 metri aggiudicandosi la medaglia d’oro e quella d’argento. Come da consuetudine, nel programma si disputano prima i 100 metri dove la Bottiglieri vola verso l’oro con il tempo di 11.79. Il quotidiano Roma, nell’articolo intitolato “Pioggia di medaglie per gli azzurri. Mennea però rischia la sconfitta”, recensisce:

“I settimi Giochi del Mediterraneo aprono i battenti al’atletica leggera. Sara Simeoni nel salto in alto, Pietro Mennea nei 100 piani e Rita Bottiglieri nei 100 femminili hanno conquistato per l’Italia altrettante medaglie d’oro ai Giochi del Mediterraneo, mentre Fava, terzo nei 3000 siepi, si è aggiudicato il bronzo. La Simeoni ha vinto la finale del salto in alto con 1,89 precedendo la jugoslava Hrevic con metri 1,80. Pietro Mennea, accreditato di 10.43, è riuscito ad imporsi soltanto per un’inezia ed al fotofinish  al greco Vasilios Papageorgopoulos, accreditato del suo stesso tempo, mentre la Bottiglieri che ha concluso in 11.79 ha superato di un centesimo di secondo la jugoslava Jelica Pavlicic…”.

All’oro dei 100 metri segue l’argento nei 400 con il nuovo primato italiano elettrico di 53.34 che migliora nettamente quello di Donata Govoni di 53.78. Il quotidiano Roma di sabato 30 agosto 1975, nell’articolo intitolato “Vincono Mennea, Pigni e De Vincentis. L’Italia è prima nel medagliere”, recensisce:

“…delusa dai 10000 metri, l’Italia si rifaceva in parte con i 400 metri femminili. La Bottiglieri si piazzava, infatti, al secondo posto alle spalle della jugoslava Jelica Pavlicic da lei battuta nei 100. L’azzurra con 53.34 stabiliva il miglior tempo italiano con cronometraggio elettrico anche se restava al di sopra del primato ufficiale della Govoni che è di 53.2. Il primato elettrico precedente era sempre della Govoni con 53.78…”.

Poco meno di un mese dopo, l’atleta napoletana è impegnata alle Universiadi di Roma dove, convocata per i 100 e 400 metri, preferisce, alla fine, gareggiare soltanto sul giro di pista. Vince, infatti, la batteria dei 400 metri con il nuovo record italiano di 53.31 e rinuncia, due ore dopo, a prendere parte alla batteria dei 100 metri, per concentrarsi sull’imminente finale dove sigla il nuovo record italiano in 52.58. Il quotidiano Roma di sabato 20 settembre 1975, nell’articolo di Gianni Capitani intitolato “A Mennea l’oro dei 100 metri”, recensisce:

“…è di Torre del Greco dove nacque il 22 giugno di ventidue anni fa, ma atleticamente parlando, potrebbe essere di Varsavia, di Stoccolma, Helsinki o Mosca. Rita Bottiglieri è soltanto quarta nella finale dei 400 metri femminili (vinta appunto dalla finlandese Haggmann) ma con il nuovo primato italiano di 52.58 che cancella quello della Govoni (53.2) vecchio di cinque anni. Rita ha una faccia che ricorda quello di Peppino Di Capri, ma dicono che canti anche meglio. Il suo pezzo forte è “O sole mio”, ma è bravissima anche ad improvvisare. Questa sua capacità, la nordica di Torre del Greco, l’ha applicata anche all’atletica leggera. Infatti, primatista italiana del Pentathlon (4124), dei 200 metri (23.5) con i titoli italiani dei 100 e 200, con la seconda misura di sempre in Italia nel salto in lungo (6,14), arriva oggi al primato italiano dei 400 metri correndoli per la quinta volta nella sua ancor verde carriera. Dicono i tecnici che sul giro di pista è il suo avvenire, che Rita possiede l’acuto da podio olimpico…”.

 

PRIMATI ITALIANI DEL 1975: 23.5 (200m), 53.34 (400m), 53.31 (400m), 52.58 (400m), 13.6 (100h).

 

Il 1976, si apre all’insegna del nuovo record italiano dei 60 metri ostacoli di 8.3, fatto segnare dalla Bottiglieri al meeting indoor di Genova. Perde, invece, ai campionati internazionali italiani di Milano la sfida sui 100 metri per la maglia tricolore dalla finnica Mona Lisa Pursiainen che si aggiudica la gara in 7.47.

La stagione outdoor si apre con il primario obiettivo di conquistare i minimi stabiliti dalla Fidal per le Olimpiadi di Montreal. Dopo le belle prestazioni al meeting di Formia e di Firenze di inizio stagione, nella riunione internazionale di Torino del 2 giugno, la Bottiglieri centra il minimo per le Olimpiadi, fermando il cronometro a 52.4, nuovo primato italiano dei 400 metri che migliora il 52.58 elettrico dell’anno precedente. Nonostante il soddisfacente risultato, la sua performance passa in secondo piano, perché tutte le copertine sono per il campione bergamasco Franco Arese che lascia definitivamente l’atletica con la sua ultima gara nei 1500 metri conclusa all’ultimo posto, in passerella, in 3.48.5, nella gara vinta dal russo Safonenko in 3.41.8. Al primato dei 400, segue quello dei 200 metri a Pescara, in occasione dell’incontro dell’Italia con la Romania e la Polonia, dove la Nazionale è nettamente sconfitta dalle campionesse dell’Est. Nonostante la disfatta, sia la Bottiglieri con 23.4 che la Ongar con 13.4 sui 100 ostacoli (dove giunge seconda alle spalle della rumena Stefanescu) siglano il nuovo primato nazionale nelle rispettive specialità. L’atleta napoletana e la velocista Cecilia Molinari sono le uniche azzurre, invece, a vincere la propria gara nel triangolare. La Molinari si aggiudica i 100 metri in 11.4 sulla polacca Flisnik  e la Bottiglieri i 200 metri sull’altra azzurra Laura Nappi, seconda in 23.8. Il quotidiano Roma di lunedì 7 giugno 1976, nell’articolo intitolato “Bottiglieri record: 200 in 23.4”, recensisce:

“L’Italia è stata sconfitta nel triangolare femminile di atletica leggera svoltosi oggi a Pescara. Le azzurre sono state battute dalle rumene per 52 a 83 e dalle polacche per 59 a 76. La Romania si è aggiudicata la competizione avendo superato la Polonia per 72 a 63. Ma un doppio raggio di luce è filtrato nel corso del triangolare femminile Italia-Polonia-Romania, avversato da pioggia e vento. L’azzurra Rita Bottiglieri ha vinto la gara dei 200 metri in 23.1 con un tempo inferiore di quattro decimi al suo primato nazionale stabilito a Milano il 14 giugno dello scorso anno. Durante la stessa riunione l’italiana Ileana Ongar è stata accreditata sui 100 metri ad ostacoli del tempo di 13.3 che eguaglia il suo primato nazionale”.

In occasione dei campionati italiani di Torino del 7 luglio, entusiasmo del pubblico alle stelle per una serie di record italiani, compreso quello della Bottiglieri, di buon auspicio per le imminenti Olimpiadi di Montreal. L’atleta napoletana, dopo aver vinto la maglia tricolore del 100 metri con 11.5, registra, infatti, durante la semifinale dei 200 metri, uno strepitoso 23.3, un decimo in meno del precedente primato di Pescara. Vince, poi, la gara e il tricolore con 23.5. Record anche per Ileana Ongar nei 100 ostacoli con 13.1 e per Sara Simeoni nell’alto con 1,90. Bene anche Pietro Mennea che si aggiudica i 200 metri in 20.5, frenando vistosamente nel finale. Grazie a questa performance, Rita Bottiglieri è convocata per le Olimpiadi di Montreal sui 200 e 400 metri. Ma, alla vigilia dei Giochi, decide di rinunciare ai 200 metri per concentrarsi sul giro di pista dove supera brillantemente la batteria dei 400 metri con il tempo di 53.37 (secondo miglior crono di sempre) nella gara vinta dalla russa Nadezhda Kolesnikova con il tempo di 51.97. Purtroppo è eliminata nei quarti di finale, arrivando al sesto posto, ma con l’ottimo crono di 52.51, nuovo record italiano, nella difficilissima gara che vede volare la Salin, la Bryant, la Koch, la Szewinska e la Murray verso il turno successivo. L’impresa era al limite dell’impossibile, probabilmente avrebbe avuto più occasioni nei 200 metri. Il quotidiano Il Mattino di martedì 27 luglio 1976, nell’articolo intitolato “La Bottiglieri convocata per 200 e 400 ha preferito scendere solo sui 400” recensisce:

“Non si è presentata Rita Bottiglieri all’avvio dei 200 metri: ha preferito puntare tutto sulla sua gara dei 400, bastandole evidentemente cuore ed energie soltanto per una gara ed è comprensibile, data la presenza di tante super-woman della pista. La Bottiglieri ha poi realizzato il record italiano di batteria dei 400, ritoccando in 52.51 il suo precedente tempo di 52.58, ma la prodezza non le è bastata per qualificarsi al turno successivo…”.

Indispettita per aver scelto soltanto i 400 metri, la Bottiglieri ripara subito centrando, il 18 agosto 1976 al meeting internazionale di Zurigo, il nuovo primato italiano dei 200 metri in 23.53, primo record elettrico della specialità, in una strepitosa gara dove si infila nella scia della primatista mondiale Irene Szewinska. Oltre alla Bottiglieri, anche Mennea fa impazzire lo stadio dove, nella sfida post-olimpica, trionfa nei 200 metri su Don Quarrie con il tempo di 20.35. Il quotidiano Roma di giovedì 18 agosto 1976, nell’articolo intitolato “Mennea straccia Quarrie”, recensisce:

“…La vittoria di Mennea non è stata l’unica soddisfazione di questo meeting. Rita Bottiglieri ha dimostrato di valere qualcosa in campo europeo giungendo seconda dietro la polacca Irene Szewinska nella finale dei 200 metri piani femminili…”.

Pochi giorni dopo ripete la performance a Lignano Sabbiadoro dove batte la tedesca Kroeninger ed eguaglia il record italiano dei 200 metri in 23.3. Il quotidiano Roma di domenica 29 agosto 1976 nell’articolo intitolato “Mennea vince nei 100 a Lignano Sabbiadoro”, recensisce:

“Successo di Pietro Mennea nei 100 metri a Lignano. Il barlettano con il tempo di 10.2 ha battuto Sterman (10.5) e Volker Ehl (10.6) entrambi della Germania Ovest. Il temuto bulgaro Pavlov si è piazzato quinto in 10.8. Nei 200 femminili Rita Bottiglieri con 23.3 ha eguagliato il record italiano da lei stessa detenuto battendo la tedesca Kroeninger (23.4), medaglia d’argento a Montreal nella staffetta 4x100. Nel salto in alto Sara Simeoni non è andata oltre metri 1.75”.

Il 12 settembre, al Trofeo dell’Industria di Reggio Emilia, la ragazza ovunque, come simpaticamente è battezzata dalla stampa, prova l’attacco allo storico record italiano di 6,52 di Maria Vittoria Trio. Ovviamente, come suo solito, non è l’unica gara cui partecipa. Trionfa, infatti, nei 200 metri con il tempo di 23.81 su Adriana Carli, seconda in 24.72 e Claudia Costa, terza in 25.45. Dopo l’ottima performance nella velocità, fallisce, di poco, il primato della Trio di 6,52, atterrando ad uno strepitoso 6,44, seconda prestazione italiana di tutti i tempi e trenta centimetri oltre il suo personale di 6,14 dell’anno precedente. Il quotidiano Roma di lunedì 13 settembre 1976, nell’articolo intitolato “Rita Bottiglieri protagonista del Trofeo dell’Industria a Reggio Emilia”, recensisce:

“La napoletana Rita Bottiglieri, che gareggia per la Snia Milano, si è imposta all’attenzione del Trofeo dell’Industria, vincendo la gara del salto in lungo e quella dei 200 metri. 6,44 la misura della Bottiglieri nel salto in lungo, ad otto centimetri dal primato italiano della Trio. A qualche ora di distanza, Rita Bottiglieri si è confermata protagonista di questo Trofeo Industria vincendo facilmente nei 200 metri”.

Dopo questa formidabile prestazione, la napoletana ci riprova appena tre giorni dopo al meeting di Pisa, dove il mattatore è Pietro Mennea che, con 20.2 sui 200 metri, eguaglia il record italiano e sfiora il primato europeo di Valery Borzov a 20.1. La Bottiglieri, invece, nonostante le vittorie, ottiene sia nei 200 metri che nel lungo, due misure al di sotto delle sue possibilità. Decide, così, di mettere da parte il salto in lungo e di ritornare ai suoi amati 200 metri, ritoccati ancora il 16 settembre a Palermo, durante l’incontro femminile Italia-Jugoslavia. Per l’occasione vince la gara in 23.1, due decimi in meno del precedente primato. Bene anche Giuliana Amici che registra uno strepitoso doppio record italiano nel giavellotto, cancellando il 53.72 di Fausta Quintavalla al terzo lancio con 54.90 ed al quarto con 55.66. Vince anche la gara sulla stessa Quintavalla e sulla fortissima jugoslava Meninhrt, terza a 54.76. Le azzurre, in definitiva, battono la Jugoslavia 91 a 56. Il quotidiano Roma di venerdì 17 settembre, nell’articolo intitolato “Rita Bottiglieri migliora il record italiano dei 200 metri”, recensisce:

“…Rita Bottiglieri ha stabilito il nuovo record italiano nei 200 metri piani con il tempo di 23.1, il precedente primato di 23.3 era stato conquistato dalla stessa atleta azzurra il 7 luglio scorso a Torino e quindi eguagliato il 28 agosto a Lignano Sabbiadoro”.

La grande serie di primati italiani dell’atleta napoletana si completa il 26 settembre a Reggio Emilia quando si riprende il record del Pentathlon con 4287, punteggio nettamente superiore a quello di Anna Aldrighetti di 4194, nonostante l’opaca prova del salto in lungo di 5,88 che le stava compromettendo il primato e la vittoria contro Sara Simeoni che arriva seconda. Il quotidiano Roma di lunedì 27 settembre 1977, nell’articolo intitolato “Rita Bottiglieri record italiano nel Pentathlon”, recensisce:

“Rita Bottiglieri l’atleta campana è tornata in possesso del record che, nel giugno scorso, le era stato sottratto dalla consocia Anna Aldrighetti. Questa, nel corso dei campionati svizzeri a Winterthur, aveva portato il limite italiano a 4194. Nella giornata conclusiva, la Bottiglieri, dopo aver fornito nel salto in lungo una prova notevolmente al di sotto delle sue possibilità, ha ottenuto nei 200 piani un notevole risultato correndo praticamente senza avversarie. Di rilievo il posto d’onore di Sara Simeoni nettamente a disagio alle gare di velocità ed il terzo posto ottenuto dalla junior reggiana Tiziana Campani”.

Con questo risultato, la Bottiglieri completa l’anno in maniera veramente soddisfacente, registrando l’ulteriore record con la staffetta 4x100 (Gnecchi, Molinari, Nappi, Bottiglieri) a Jesolo e la migliore prestazione italiana sui 400 ostacoli con il crono manuale di 58.1. Alla fine dell’anno, risulta al primo posto in sei discipline (100, 200, 400, 400h, lungo, Pentathlon) su tredici, nelle liste italiane femminili del 1976.

 

PRIMATI ITALIANI DEL 1976: 23.4 (200m), 23.3 (200m), 23.3 (200m), 23.1 (200m), 23.53 (200m), 52.51 (400m), 52.4 (400m), 58.10 (400h), 4287 (Pentathlon), 44.5 (4x100).

 

Il 1977, l’anno esplosivo dell’atleta di Torre del Greco, si apre il 9 febbraio a Genova nel migliore dei modi con il record italiano dei 60 metri indoor con il tempo di 7.36, durante lo scontro misto (11 gare maschili e 5 femminili) Italia-Gran Bretagna vinto dagli azzurri per 101 a 71. Oltre alla bella prova della Bottiglieri, anche altri azzurri trionfano con il record italiano: Marco Montelatici lancia il peso a 19,42, Carlo Grippo segna 1.47.8 negli 800 metri, Gianni Ronconi vola sui 60 ostacoli in 7.83 e Cinzia Petrucci lancia la sfera del peso a 16.63. In definitiva, l’Italia travolge la Gran Bretagna con una pioggia di vittorie e di primati nazionali.

Poi, dopo il primato italiano dei 60 ostacoli a Sofia con il tempo di 8.37, il successivo passo della Bottiglieri è quello dei Campionati Italiani Internazionali di Milano del 24 febbraio, dove sono presenti, oltre agli azzurri, anche molte stelle europee. Purtroppo, in quest’occasione, la ragazza ovunque è piegata dalla svedese Linda Haglund che vince i 60 metri in 7.35, relegando l’atleta napoletana al secondo posto in 7.41. Bella, invece, la vittoria di Sara Simeoni con il nuovo record italiano a 1,88, migliorato di due centimetri e strepitosa è la tedesca Marita Koch che migliora due volte il record del mondo dei 400 metri, correndo 51.80 nelle batterie e 51.57 in finale (precedente 52.26 Rita Wilden). Ma la stampa dedica intere copertine soltanto a Carlo Grippo che trionfa negli 800 metri con il nuovo record del mondo stabilito a 1.46.37, netto miglioramento del precedente primato del tedesco Fromm di 1.46.6. Dopo queste belle performance, molte sono le aspettative azzurre per i Campionati Europei di San Sebastian dell’11 e 12 marzo, dove l’atleta napoletana, in virtù dei primati italiani, è convocata sia nei 60 metri che nei 60 metri ostacoli. La prima giornata, la Bottiglieri è strepitosa nei 60 metri ostacoli dove si aggiudica la medaglia di bronzo sfiorando il record nazionale di Ileana Ongar di un centesimo, ma la sua performance passa un po’ in sordina per la gara di Sara Simeoni che batte l’eterna rivale Rose Marie Ackermann, ferma a 1,75, e trionfando nel salto in alto con 1,92. Poi, si accaparra l’attenzione dei 10000 spettatori per l’attacco al record del mondo di 1,96, fallito di poco al primo tentativo. Al trionfo della Simeoni, il dispiacere dell’eliminazione in batteria di Carlo Grippo che lascia di stucco il pubblico e i fans. Fortunatamente qualcuno si accorge anche del capolavoro della Bottiglieri. Il quotidiano Roma, nell’articolo intitolato “La Simeoni europea con 1,92. Grippo si ferma in semifinale”, recensisce:

“…la Bottiglieri ha conseguito un ottimo risultato piazzandosi terza nella gara dei 60 metri ostacoli femminili dietro a due atlete del calibro della Mikitenko e della Filip. L’atleta sovietica si è assicurato l’oro correndo la distanza in 8.29, mentre l’azzurra ha fatto registrare il tempo di 8.39; la polacca Sophia Filip ha conquistato l’argento con cinque centesimi di secondo di vantaggio sull’italiana…”.

Ma la Bottiglieri è una tigre e, durante la seconda e ultima giornata, si conquista tutte le copertine, trionfando anche nei 60 metri, bronzo alle spalle di Marlies Goehr e Ludmilla Strozhova e con il record italiano a 7.34, già migliorato in batteria di un centesimo:

“Per l’Italia è giunto il brillante terzo posto di Rita Bottiglieri nei 60 metri in 7.34, migliore prestazione italiana per due centesimi. La Bottiglieri, che ha fatto realizzare il secondo miglior tempo di semifinale, ha corso in scioltezza, dando l’impressione di poter fare ancora meglio in finale. Non c’era nessun dubbio sulle possibilità dell’azzurra di aggiudicarsi almeno una medaglia, mentre non si escludeva che potesse essere addirittura d’oro…”.

Il quotidiano Roma, nell’articolo intitolato “Le uniche medaglie azzurre conquistate dalle donne”, recensisce:

“Sono venute dalle donne le uniche medaglie conquistate dall’Italia ai Campionati Europei Indoor di Atletica Leggera, conclusasi a tarda sera allo stadio Anoeta di San Sebastian. Costretta a rinunciare a Carlo Grippo, primatista mondiale della distanza nella finale degli 800 metri, la rappresentativa azzurra può consolarsi con la medaglia d’oro di Sara Simeoni (1,92) e con le due medaglie di bronzo della napoletana Rita Bottiglieri. Terza nella finale dei 60 ad ostacoli sabato con il tempo di 8.39, l’atleta di Torre del Greco si è ripetuta anche in quella dei 60 piani, giungendo terza in 7.34 alle spalle della sovietica Ludmilla Storzhova, argento in 7.24 e della tedesca orientale Marlies Oelsner-Goher, oro in 7.17. La Bottiglieri, che in semifinale aveva vinto la sua batteria facendo registrare con 7.35 il secondo miglior tempo, è riuscita quindi a migliorarsi ed il suo terzo posto va senz’altro salutato con entusiasmo…”

Nella stagione estiva, la Bottiglieri segna una valanga di primati italiani, migliorando i 100 metri due volte, i 200 metri tre volte e migliorando il record nazionale dei 400 metri, dei 400 ostacoli, dell’Eptathlon e della staffetta 4x400. Il primo di questa incredibile serie di record arriva durante il meeting internazionale di Formia del 14 maggio 1977 dove corre i 200 metri in 23.42, addirittura rallentando nel finale. Alla stessa riunione si registra anche il primato di Sara Simeoni nel salto in alto con 1,93 e quello di Marco Montelatici nel peso a 19,32. In verità, nonostante la bella prestazione, il record della Bottiglieri è offuscato da Sara Simeoni e Pietro Mennea. La prima che, dopo aver migliorato di due centimetri il vecchio limite italiano, effettua poi i tre tentativi al nuovo record del mondo a 1,97 (1,96 alla tedesca Rosemarie Ackermann), e il secondo che debutta, per la prima volta nella sua carriera (dopo un anonimo 48.3 da allievo) sui 400 metri, dove vola a 45.87, sfiorando il record italiano di 45.49 di Marcello Fiasconaro. Tutte le copertine dei giornali sportivi sono per le imprese dei due atleti e poco è scritto per la Bottiglieri. Il quotidiano Il Mattino di lunedì 15 maggio 1977 recensisce:

“…Rita Bottiglieri di Torre del Greco, dopo aver corso una egregia batteria nei 200 metri in 23.71, in finale pur rallentando nella conclusione per un risentimento tendineo, ha fermato i cronometri elettrici sul tempo di 23.42, nuovo record italiano. Il record precedente era della stessa atleta con 23.53 ottenuto lo scorso anno a Zurigo…”.

Dopo questa performance, conquista il record italiano il 28 e 29 maggio a Brescia nella nuova formula dell’Eptathlon che vede la sostituzione dei 200 metri con gli 800 metri, con il punteggio di 4.222 (14.1 100h/11.83 peso/1,68 alto/5.93 lungo/2.15.0 800m). Poi, la bellissima esplosione al meeting internazionale di Firenze del 1 giugno 1977, quando registra il doppio record italiano nei 100 metri, migliorato prima nella batteria di qualificazione con 11.54 e, quaranta minuti dopo, nella finale con 11.46, cancellando, così, il primo record elettrico di Cecilia Molinari di 11.61 del 1972. La strepitosa atleta, dopo la doppia performance, scende ancora in campo per vincere la gara dei 400 metri davanti ad Erica Rossi, futura regina della specialità. Nonostante la presenza di Pietro Mennea e di Sara Simeoni, questa volta l’atleta napoletana si guadagna le copertine e gli articoli di giornali, divisi con Marco Montelatici che migliora se stesso lanciando il peso a 19.37. Il quotidiano Roma di giovedì 2 giugno 1977, nell’articolo di Renato Rodogno intitolato “La napoletana Rita Bottiglieri primatista italiana dei 100 metri, ha corso in 11.46. Record nazionale anche nel peso 19.37 di Montelatici”, recensisce:

“Folla delle grandi occasioni al Comunale di Firenze per la seconda edizione del meeting internazionale di atletica leggera. La serietà è stata premiata da due primati italiani (100 metri femminili e peso maschile). Il primo migliorato ben due volte: sugli scudi Rita Bottiglieri e Marco Montelatici, due atleti di esemplare serietà che viaggiano con sempre maggiore sicurezza verso livello di assoluto valore europeo, specialmente la ragazza di Torre del Greco. Rita Bottiglieri polarizza l’attenzione della prima parte del meeting, migliorando due volte in quaranta minuti, il primato italiano dei 100 metri (prima con 11.54, poi in finale con 11.46, nonostante un attacco, per altro velleitario, di Ileana Ongar schierata in una gara diversa dalla sua specialità). Non contenta la Bottiglieri si è schierata, infine, nei 400 metri e li ha vinti con un tempo di 53.22 ottimo, considerato lo stress a cui è sottoposta, davanti a Erica Rossi…”.

Per la cronaca, oltre alla Bottiglieri ed a Montelatici, Pietro Mennea vince i 200 metri in 20.38, Sara Simeoni il salto in alto con 1,86 e Gabriella Dorio gli 800 metri con 2.08.36. Bella anche la prestazione del napoletano Lorenzo Brigante nei 400 ostacoli, vinti con il tempo di 52.28, mentre delude Franco Fava sui 5000 metri, piegato dall’etiope Johannes. La performance di Rita Bottiglieri è davvero notevole e tutti i giornali, ancora al 3 giugno, le dedicano articoli. Il quotidiano Roma di venerdì 3 giugno 1977, nell’articolo intitolato “La serata magica di Rita” recensisce:

“Con questo tuffo sul filo di lana (nella foto), Rita Bottiglieri ha stabilito mercoledì sera a Firenze il nuovo primato italiano elettrico dei 100 metri ritoccando ulteriormente il record che la stessa atleta aveva già stabilito nella corsa di qualificazione. In precedenza il record era di Cecilia Molinari con 11.61. L’atleta di Torre del Greco, che corre per i colori della Fiat OM Brescia, ha ottenuto prima 11.54 e poi 11.46 nella finale della foto. In meno di un’ora, quindi, la Bottiglieri ha migliorato il record di 15 centesimi che, tuttavia, rischiano di diventare solo un acconto di quello che l’atleta potrà fare anche a breve scadenza. In entrambe le circostanze, infatti, la neo primatista italiana ha corso soltanto contro il cronometro, non avendo avversarie in grado di contenderle la vittoria. Nella stessa serata, tra l’altro, la Bottiglieri ha disputato e vinto anche la gara dei 400 metri”.

Non contenta dei forti risultati cronometrici, la Bottiglieri, in strepitosa forma, ha preparato il grande colpaccio per il meeting universitario di Torino, dove attaccherà il record del mondo dei 400 metri ostacoli della polacca Kristina Kacperczyk. L’evento è senza precedenti perché, in questo periodo, due atlete italiane cercano il mondiale: la Simeoni nell’alto e la Bottiglieri nella velocità e la stampa impazzisce nell’attesa che l’evento si verifichi. Dopo l’occasione persa della Simeoni a Formia, ora tocca alla Bottiglieri abbattere il 56.51 della polacca, anche se l’impresa si mostra abbastanza complessa, visto il personale della napoletana fermo a 58.10 dell’anno precedente. Questa volta neanche la presenza di Mennea offusca l’assalto al mondiale, ma le cose non vanno per il verso giusto perché la Bottiglieri abbatte l’ultimo ostacolo, rallentando vistosamente nel finale e segnando il tempo di 57.35, strepitoso record italiano e seconda prestazione internazionale, ma lontano dal primato mondiale. Fallisce anche la Simeoni, sconfitta dalla belga Anne Marie Pira a 1.92 e dall’ungherese Matay, seconda a 1,89, mentre Pietro Mennea passeggia sui 200 metri con il tempo di 20.40 ottenuto controvento. Bello il ritorno sul podio di Renato Dionisi, secondo nell’asta con 5.30. Il quotidiano Il Mattino di lunedì 6 giugno, nell’articolo intitolato “Bottiglieri nuovo record. Mennea senza rivali” recensisce:

“… Rita Bottiglieri ha stabilito il nuovo record nazionale dei metri 400 ostacoli, fallendo il suo attacco al record del mondo. Rita Bottiglieri, figlia di un ex-nostromo di Torre del Greco, ha tentato di attaccare il mondiale ufficioso dell’atleta polska Kristina Kacperczyk che, nel 1974, aveva corso la distanza dei 400 metri ostacoli in 56.61. L’allieva del dottor in scienze politiche Mimmo Bonanno, 27enne, attualmente militare nell’esercito, ha chiuso la gara abbattendo l’ultima barriera, totalizzando il tempo di 57.35, nuovo record italiano (record precedente detenuto dalla stessa atleta con 58.10 ottenuto lo scorso anno)…”.

Il quotidiano Roma di lunedì 6 giugno 1977, nell’articolo intitolato “Battuto il record italiano dei 400 ostacoli con una prestazione a livello mondiale. Ritrovato Mennea”, recensisce:

“…Un primato italiano che costituisce anche la miglior prestazione mondiale stagionale. Il primato, è stato siglato dalla solita Rita Bottiglieri nella nuovissima specialità dei 400 ostacoli, una gara che, a Mosca 1980, vedrà la consacrazione ufficiale nel panorama olimpico. Rita ha fatto fermare i cronometri su un 57.35 di assoluto rilievo europeo, ottenendo con tale tempo, anche la migliore prestazione mondiale stagionale della specialità…”

Un vero peccato che la Bottiglieri non possa ri-preparare l’appuntamento perché gli impegni della Nazionale non glielo permettono. L’atleta napoletana è, infatti, convocata per il 12 giugno 1977 per l’incontro contro la Romania, dov’è impegnata nei 100 e 200 metri e staffetta 4x100 (Laura Miano, Paola Bolognesi, Marisa Masullo, Rita Bottiglieri). Sono queste le uniche specialità dove, poi, l’Italia trionfa, con la Bottiglieri che vince sulle agguerrite rumene che mettono al tappetto le azzurre con il punteggio finale di  98 a 59, trionfando in dodici gare su quindici. Oltre alla Bottiglieri, si salvano dalla disfatta Erica Rossi nei 400 metri e Graziella Clemente nel salto in lungo, entrambe al personale nelle proprie specialità. Senza respiro, l’atleta napoletana è convocata, per il 19 e 20 giugno a Torino, per l’incontro della Nazionale con le americane. In quest’occasione, la Bottiglieri è super-impegnata nei 200, 400 e 4x100 (Miano, Bolognesi, Masullo, Bottiglieri) e 4x400 (Tozzi, Giacone, Cirulli, Bottiglieri). La prima giornata si risolve al meglio con l’atleta partenopea lanciata sui 400 metri alla vittoria ed al nuovo e strepitoso record italiano di 52.24, migliorando il suo 52.51, risalente alla dolorosa eliminazione di Montreal 1976. Ma la felicità è smorzata dalle americane perché, nonostante la vittoria della Simeoni con 1,88 nell’alto sulla Smith e la Girven e della sorprendente siciliana Margherita Gargano nei 3000 metri con il personale di 9.10.80 (sei giorni dopo registrerà a Palermo il nuovo record italiano dei 5000 metri con 16.08.2, annullando il 16.17.4 di Paola Pigni del 1969), le azzurre sono, nella prima giornata, in netto svantaggio sulle statunitensi. Purtroppo le cose non migliorano neanche il secondo giorno, nonostante la splendida doppietta italiana di Ileana Ongar e Carla Lunghi sulla Ayers e Mary Smith nei 100 ostacoli. La Bottiglieri cerca di recuperare lo svantaggio sulle statunitensi, ma nulla può fare contro la futura primatista del mondo dei 100 metri Evelyn Ashford, qui accreditata di un ottimo 22.62. Il quotidiano Roma di martedì 21 giugno 1977 recensisce:

“…Nei 200 metri femminili sono presenti tre atlete fuori gara. Rita Bottiglieri si lancia avanti allo sparo come una tigre ferita e in curva da l’impressione di poter rimontare tutte e due le negrette Usa. A venti metri Rita, che ha la Ashford alla sua sinistra, lotta spalla a spalla con la piccola statunitense, ma non riesce a starle agganciata. Vince la Ashford in 23.35 e la napoletana è seconda in 23.51, a nove centesimi dal suo primato italiano. Stavolta il record non c’è stato, ma non bisogna pretendere troppo dalla già generosissima atleta di casa nostra…”.

La gara è, così, vinta dalla Ashford con 23.35 sulla Bottiglieri che segna 23.51. Terza si classifica Chandra Cheeseborough con 23.73 e quarta Marisa Masullo con 24.36. Oltre ai 200 metri, è sfiorato, per pochi centesimi, anche il record italiano della 4x100, segnando un ottimo 44.68, mentre è deludente la prestazione della 4x400 che, con 3.42.8, è lontanissima dalle americane e dal primato nazionale. Le americane, alla fine, vincono sulle azzurre per 85 a 61.

Il quotidiano Il Mattino di mercoledì 22 giugno 1977, con l’articolo di Salvatore Massara, recensisce:

“Torre del Greco può esultare per aver dato i natali a Rita Bottiglieri, atleta veramente eccelsa. Ha fatto il record nei 400 metri, ha corso una egregia frazione nella 4x100 ed ha gareggiato ottimamente nei 200 metro contro la Ashford, la statunitense quinta sui 100 a Montreal. Il 2 luglio, all’Arena di Milano, Rita Bottiglieri correrà contro il record del mondo dei 400 ostacoli. Sarà questa la distanza sulla quale si allineerà agli Europei di Praga 1978”.

Accantonati gli impegni della Nazionale, si ritorna a tentare il record del mondo dei 400 ostacoli in occasione dell’ottavo meeting internazionale di Milano, ma, fino al giorno prima, non si sa ancora se la gara si svolgerà perché non c’è nessuna atleta iscritta. Alla fine, con grande sfortuna, la gara è annullata, perdendo, così, l’occasione di poter riprovare l’attacco al 56.51 di Kristina Kacperczyk che, a detta degli esperti, è nelle gambe della Bottiglieri. La stampa, a questo punto, focalizza tutta la sua attenzione sulla grande sfida tra Pietro Mennea e il campione olimpico Don Quarrie, anche primatista stagionale dei 200 metri, e su Sara Simeoni, sempre all’attacco del mondiale della Ackermann. La gara di Mennea è strepitosa, con l’azzurro che sconfigge Don Quarrie a tempo di primato italiano con il tempo di 20.11, crono che si installa al primo posto nella classifica stagionale 1977. Non si ripete la Simeoni che, dopo aver vinto la gara sulla canadese Debbie Brill a 1,88, fallisce l’attacco al record italiano di 1,94. Non fallisce, invece, la Bottiglieri che, persa l’occasione di attaccare il mondiale dei 400 ostacoli, è dirottata sui 200 metri dove sconfigge con forza e rabbia l’americana Brian, registrando l’ennesimo record italiano a 23.38. Dopo questa performance, l’atleta napoletana conquista, a fine mese, la maglia tricolore dei 100 e 200 metri a Roma con i tempi di 11.54 e 23.62, un po’ anonimi rispetto alle sue possibilità. Anche la stampa, infatti, è poco soddisfatta della performance della Bottiglieri. Il quotidiano Roma di giovedì 28 luglio 1977, recensisce:

“Una piccola macchia sulla maglia tricolore di Rita Bottiglieri (la seconda dopo quella dei 100 metri conquistata ieri). La ragazza ovunque dell’atletica italiana, ha avuto gara vinta fin dai primi metri, ma non è riuscita a progredire sul rettilineo. Si può perdonare, così come Renato Dionisi, colpevole di non aver entusiasmato…”.

Probabilmente la Bottiglieri si è risparmiato per l’impegno al 18° meeting dell’Amicizia di Siena dove ritenta l’attacco al mondiale dei 400 ostacoli. Poi, per l’assurdo, la sfortuna ritorna ancora una volta ad ostacolare il tentativo. Succede che durante la riunione, un’improvvisa e fortissima pioggia causa la chiusura anticipata del meeting, con il relativo annullamento del salto in alto, del lancio del giavellotto, dei 400 metri maschile e, infine, dei 400 metri ostacoli femminile messi nel finale, come piatto forte della riunione. La Bottiglieri si ritrova, così, solo vincitrice dei 100 metri (gara d’inizio meeting) con 11.68 sulla tedesca Priebsch che segna 11.76 e sulla russa Smirnova, deludente terza. Nel frattempo, è convocata dalla Fidal per la Coppa Europa di Trinec, in Cecoslavacchia, per domenica 6 agosto dov’è impegnata nei 100, 200, 4x100 e 4x400, un super-impegno destinato a portare la Nazionale in serie A. Scopo, poi, non raggiunto (l’Italia si classifica seconda dietro la Bulgaria), nonostante le strepitose performance della Bottiglieri vincitrice dei 100 in 11.56 e 200 metri in 23.15, nuovo record italiano. L’atleta napoletana si classifica, poi, al terzo posto con la 4x100 (Masullo, Bolognesi, Carli, Bottiglieri) ed a un deludente sesto posto con la 4x400 (Bolognesi, Dorio, Rossi, Bottiglieri). Il quotidiano Roma di domenica 7 agosto nell’articolo intitolato “Rita Bottiglieri: due vittorie e record d’Italia nei 200”, recensisce:

“…Le soddisfazioni maggiori per la formazione femminile azzurra sono venute nel settore della velocità, dove Rita Bottiglieri ha imposto la sua classe superiore. Ha vinto sia i 100, sia i 200 e su quest’ultima distanza ha portato a 23.15 il primato italiano (il precedente record era della stessa Rita Bottiglieri). Puntuale all’appuntamento anche Sara Simeoni che si è affermata nel salto in alto con 1,92 ad un centimetro soltanto dal primato italiano. Buono, nel complesso, il comportamento di tutte le altre componenti della formazione: Giuseppina Cirulli è giunta seconda, dietro l’ungherese Mohacsi nei 400 ostacoli, seconda anche Gabriella Dorio nei 1500 e Ileana Ongar nei 100 ostacoli, terza si è invece piazzata Erika Rossi nei 400 piani e sempre terza è stata la staffetta 4x100 con la Bottiglieri in ultima frazione”.

Con il 23.15, la Bottiglieri porta a otto i primati italiani registrati solamente nella stagione outdoor del 1977 e se a questi si aggiunge quello di società della 4x400 (Tozzi, Taioli, Gregorutti, Bottiglieri) e quelli delle indoor, si va abbondantemente oltre i dieci primati segnati in un solo anno, record mai battuto da nessun altra azzurra nella storia dell’atletica leggera femminile. La bellissima stagione si completa con la convocazione della Iaaf per l’imminente Coppa del Mondo di Dusseldorf. Ingaggiati inizialmente solo Pietro Mennea e Sara Simeoni in rappresentanza della squadra dell’Europa, la Bottiglieri è convocata in extremis per il forfait della finnica Haggmann, rinunciataria a prendere parte alla staffetta 4x400. I tre azzurri sono motivi di orgoglio italiano e ben si comportano con la Simeoni seconda con 1,92 dietro l’inarrivabile 1,98 di Ackermann; Mennea è quarto nei 100 metri con 10.37 nella gara vinta dall’americano Williams con 10.13 e la strepitosa Bottiglieri trascina la staffetta al secondo posto con 3.25.0, dietro la DDR che vince con 3.24.0. E pensare che le staffettiste europee erano addirittura in vantaggio sulle tedesche. La Bottiglieri, infatti, in prima frazione, si batte come una leonessa e conserva tutto il suo vantaggio al primo passaggio del testimone con la tedesca federale Furmann. È l’inglese Hartley, invece, che cede in terza frazione alla rimonta tedesca e nulla può fare la polacca Irene Szewinska che non riesce a recuperare su Marita Koch. Dopo questa prestazione, l’atleta napoletana ritorna in Nazionale per la sfida Italia-Svezia dell’11 settembre a Palermo dove conferma, ancora una volta, il suo stato di forma eccezionale, vincendo sia nei 200 metri che nella staffetta 4x100. Alla vittoria della Bottiglieri, si associa quella di Gabriella Dorio (800m), Laura Miano (100m), Margherita Gargano (1500m) e, in particolare, quella di Sara Simeoni che sfiora la formidabile misura di 1,95. Alla fine l’Italia travolge la Svezia con un punteggio finale di 101 a 56.

 

PRIMATI ITALIANI DEL 1977: 11.54 (100m), 11.46 (100m), 23.42 (200m), 23.38 (200m), 23.15 (200m), 52.24 (400m), 57.35 (400h), 4222 (Pentathlon).

 

Nel 1978, la Bottiglieri si laurea vice-campionessa europea ai Campionati Indoor di Milano, vincendo sui 400 metri la medaglia d’argento con il tempo di 53.18, anche record italiano, alle spalle della russa Marina Siderova che segna 52.42. La stagione indoor, per l’atleta, è ricca di soddisfazioni e l’argento agli Europei è solo una parentesi. Registra, infatti, a Milano il record del mondo sulle 220y con il tempo di 34.20, oggi ancora primato europeo. Segna, inoltre, il record italiano sulle 50y a Toronto con il tempo di 5.90 e quello sulle 440y a Milano con 53.90. Si aggiudica, inoltre, il titolo italiano dei 60 metri con 7.47 e registra, nel corso della batteria di qualificazione, il record italiano manuale di 7.3. Ai Campionati Europei di Milano dell’11 e 12 marzo, la Bottiglieri sceglie di correre i 400 metri e abbandona il doppio impegno dei 60 metri piani e ostacoli dell’anno precedente. La scelta non è delle peggiori visto che, durante le batterie, offre l’ennesimo saggio della sua combattività, contendendo vittoriosamente il secondo posto utile per la finale alla francese Darbouville con l’ottimo tempo di 53.54, vicinissimo al suo primato nazionale di 53.37. L’impresa, nella prima giornata, è messa sotto tono dalle preziose medaglie d’oro conquistate da Pietro Mennea nei 400 metri con 46.51 e da Sara Simeoni nel salto in alto con 1,94. La veronese, dopo aver battuto la Holzapfel e la Kirst, addirittura entusiasma il pubblico quando effettua i tre tentativi falliti al record del mondo di 1,96. Sempre in prima giornata, il record del mondo arriva con Marlies Goher nei 60 metri con 7.16 e con Yashenko e il suo doppio primato nel salto in alto. Questo, dopo aver stabilito con 2,33 il nuovo limite internazionale indoor (prec. 2,32 dell’americano Jacobs), salta ancora 2,35, ossia un centimetro in più del primato all’aperto. La seconda giornata festeggia, invece, la medaglia di bronzo di Sergio Buttari nei 60 ostacoli con 7.86, il doppio primato italiano di Silvana Cruciata nei 1500 m con 4.12.5 e 800 m con 2.04.7 e, infine, la strepitosa medaglia d’argento di Rita Bottiglieri nella finale dei 400 metri:

“Nella seconda giornata Rita Bottiglieri perviene all’argento nella gara dei 400 metri femminili e ottiene con 53.18 il nuovo limite italiano della specialità al coperto. Il limite precedente 53.37 era sempre dell’atleta napoletana. Rita Bottiglieri, in terza corsia con la Siderova davanti e l’austriaca Kafer dietro, pare chiusa inesorabilmente. Nulla da fare contro la sovietica, ma buona resistenza della napoletana contro l’austriaca che paga un avvio troppo spavaldo. Argento per Rita e primato italiano indoor. Il titolo a Marina Siderova”.

Dopo questa performance, le fatiche della Bottiglieri non sono finite, perché, per il 14 marzo, è previsto, sempre a Milano, il focoso scontro Europa-Usa con la Simeoni e la Bottiglieri scelte come migliori europee del salto in alto e dei 400 metri. La Simeoni vince la gara con 1,90 e tenta l’ennesimo attacco al mondiale di 1,96, mentre la napoletana si fa soffiare sul fil di lana il secondo posto nel giro di pista dalla statunitense Dasney e giunge terza in 53.37, secondo miglior tempo di sempre in Italia. Il quotidiano Roma di mercoledì 15 marzo 1978, nell’articolo intitolato “La Simeoni vince ancora, la Bottiglieri è terza”, recensisce:

“…Rita Bottiglieri in terza corsia con la Thomas e la Siderova alle spalle non è favorita. Rita cerca di grattare qualcosa all’avvio. La Siderova conduce alla corsa e mantiene il vantaggio su Rita, la quale negli ultimi metri viene superata di misura dalla Dasney che aveva, a sua volta, superato la connazionale Thomas. Il tempo è di 53.01 per la russa, 53.37 per Rita: un tempo abbastanza buono”.

Al terzo posto dei 400 metri, grazie ad una strepitosa frazione, l’atleta partenopea si aggiudica il primo posto con la staffetta 4x400. Per la cronaca l’Europa trionfa sugli Usa 141 a 80.

Dopo queste belle performance arriva la tragedia con l’infortunio che porta la Bottiglieri in infermeria per lungo tempo. E’ costretta a saltare il 1979 e d anche le Olimpiadi di Mosca. Nel frattempo, in questo periodo di assenza, le colleghe sono diventate vere star dell’atletica femminile italiana: Sara Simeoni ha raggiunto il primato del mondo nel salto in alto ed è diventata campionessa olimpica, Gabriella Dorio è la nuova regina del mezzofondo europeo, Fausta Quintavalla ha raggiunto limiti internazionali nel giavellotto e si difendono benissimo sulle lunghe distanze Margherita Gargano e Silvana Cruciata. Quando la Bottiglieri, in virtù degli imminenti Giochi di Mosca decide di rientrare, per la stampa non è più un’atleta da spendere inchiostro. Le sue performance, anche se non sono eccezionali, passano completamente inosservate, non giustificate neanche dal terribile infortunio che l’ha tenuta a lungo lontana dalla pista. Ad ogni modo, già l'ottimo tempo sui 400 metri in 52.92 ottenuto al meeting internazionale di Pescara di giugno fa presagire un discreto rientro alle gare. Poi, il 4 luglio, al meeting internazionale di Milano, l'ottima performance della 4x100 col tempo di 44.76 convince i dirigenti Fidal che convocano le velociste per le Olimpiadi, compresa la Bottiglieri. La gara, dove è stato sfiorato il primato nazionale, non è stata delle migliori con il cambio abbastanza schiacciato tra la Bottiglieri e la Rossi in prima e seconda frazione. Lodevole, invece, il passaggio del testimone tra Laura Miano e Marisa Masullo in terza e quarta frazione. Poi, un'altra bella prestazione sui 400 metri al meeting dell'amicizia di Pisa del 6 luglio dove l'atleta partenopea giunge seconda con l'ottimo tempo di 52.59, comporta un dirottamento della convocazione per i Giochi Olimpici. E' spostata, infatti, ai 400 metri con Erika Rossi e alla 4x400 con Erika Rossi, Rossana Lombardo e Daniela Porcelli. Nonostante la bella soddisfazione, anche a Pisa la performance della Bottiglieri è ignorata dalla stampa che dedica copertine ed articoli allo strepitoso record italiano degli 800 metri di Gabriella Dorio in 1.57.66, davanti ad una formidabile Agnese Possamai, terza in 2.00.36; al primato nazionale di Massimo Di Giorgio nel salto in alto con 2.29 ed al dispiacere di non poterlo portare alle Olimpiadi perchè militare; all'ennesima vittoria della Simeoni con 1,90 sulle eterne rivali Debbie Brill e Andrea Matay, ferme a 1,85; al formidabile giavellotto della Quintavalla, atterrato a 61.70 ed all'interessantissimo crono dei 1500 della Dorio che vince sulla rumena Natalia Marasescu con il tempo di 4.02.70 (terza la Possamai con 4.05.5). Ad ogni modo, la convocazione alle Olimpiadi è arrivata e, nonostante tutto, la Bottiglieri ha avvicinato nettamente i primati italiani delle specialità, dimostrazione di una forma quasi del tutto recuperata. Ma, alla vigilia delle Olimpiadi, l'ennesimo infortunio le impedisce la partecipazione ed è, a malincuore, sostituita da Agnese Possamai che con la velocità non ha niente a che vedere. Dopo circa venti giorni di stop, l'atleta napoletana recupera e il suo rientro post-olimpico avviene al meeting di Viareggio del 14 agosto 1980 quando giunge terza con 24.03 nei 200 metri vinti dalla russa Vera Komisova in 22.26 su Marisa Masullo, seconda in 23.66. Alle spalle della Bottiglieri si classificano Laura Miano in 24.16 e Erika Rossi in 24.27. La stampa non accenna affatto a quello che dovrebbe essere l'ennesimo rientro agonistico di una delle regine azzurre della velocità, gioiendo solo per Gabriella Dorio che frantuma il vecchio primato di Paola Pigni nel miglio con il tempo di 4.23.2, battendo le rumene Marasescu (primatista europea della specialità con 4.22.1), Lovin e Silai. Oltre alla Dorio, l’attenzione è tutta concentrata su Pietro Mennea, fresco campione olimpico, che si prende sui 100 metri la rivincita sugli americani vincendo la gara in 10.32 e lasciandosi alle spalle Floyd, Roberson e Williams. Anche al meeting di Barletta del 19 agosto tutta l’attenzione è su Mennea che vola nei 200 metri in 19.96 e su Gabriella Dorio che non ha potuto partecipare alla riunione. Nessuno spende una sola parola sul quarto posto della Bottiglieri sui 200 metri in 23.87 alle spalle della Masullo, prima in 23.83 e dell’americana Brown, seconda in 23.84. Si ripete la stessa cosa anche al meeting di Caorle del 25 agosto dove la Bottiglieri, sempre sui 200 metri, è seconda dietro Erika Rossi e davanti alla tedesca Possekel. Addirittura il 1 settembre, alla riunione internazionale di Rieti, l’atleta napoletana è ingaggiata solo come lepre con lo scopo di trascinare, negli 800 metri, Gabriella Dorio sotto la barriera dei due minuti. E la Bottiglieri tiene fede al suo impegno fino ai 600 metri, portando la Dorio al giro di pista in 58.01. Poi si ritira dalla gara lasciando la futura campionessa olimpica da sola verso un modesto tempo di 2.01.2 (lontano dal crono 1.57.66 ottenuto a Pisa). Ma la tigre ferita ritorna prepotentemente alla ribalta, registrando, il 5 settembre ad Agrigento, durante l’incontro Italia-Finlandia (23^ ed ultima maglia azzurra), il doppio record italiano nei 400 ostacoli e nella staffetta 4x400. Al primato italiano seguono le relative vittorie in entrambe le specialità. Il quotidiano Roma di sabato 6 settembre 1980, nell’articolo intitolato “Rita Bottiglieri protagonista in Sicilia” recensisce:

“L’incontro femminile di atletica leggera Italia-Finlandia ha visto la vittoria delle azzurre per 89 a 66. La manifestazione si è disputata ad Agrigento in occasione dell’inaugurazione di un nuovo impianto sportivo completo in ogni struttura dal Coni al Villaseta, una borgata della città confinante con il vastissimo parco archeologico della città dei templi. Nei 400 ostacoli femminili, prima prova del confronto internazionale, Rita Bottiglieri ha ritoccato il suo primato italiano con il tempo di 57.13 (record precedente 57.35). Successivamente Favaro, Bottiglieri, Lombardo e Rossi hanno stabilito il nuovo record italiano nella staffetta 4x400 donne con il tempo di 3.38.03. Il limite precedente era stato stabilito nel luglio del 1978 con il tempo di 3.38.2 dal quartetto Porcelli, Bassignana, Carraro e Rossi”.

Oltre alla Bottiglieri, vincono la Dorio negli 800 e 1500 con 2.03.49 e 4.27.04, la Gargano nei 3000 con 9.14.02, la Simeoni nell’alto con 1,89, la Quintavalla nel giavellotto con 61,94 e Giuseppina Albanese nel lungo con 6,08. Marisa Masullo, invece, perde dalla Laihorinne sia nei 100 che nei 200 metri. L’incontro, in definitiva, è vinto dalle azzurre per 89 a 66. Visto che i 400 ostacoli hanno riportato alla ribalta la Bottiglieri, l’atleta napoletana, al meeting internazionale di Bologna, si ripete sulla stessa gara e, ancora una volta, si conquista le copertine con il nuovo primato italiano e con una tiratissima gara con la primatista mondiale Marina Makeyeva, accreditata di 54.78. Il quotidiano Roma di giovedì 11 settembre 1980, nell’articolo intitolato “Record italiano sui 400 ostacoli della Bottiglieri” recensisce:

“Rita Bottiglieri della Fiat Sud Lazio ha realizzato ieri sera, nel meeting internazionale di Bologna, il nuovo primato italiano sui 400 ostacoli femminili. Giungendo seconda dietro la sovietica Marina Makeyeva che l’ha superata negli ultimi metri della gara, la Bottiglieri ha fatto registrare 56.76. Il primato precedente ottenuto dalla stessa Bottiglieri il 6 scorso ad Agrigento nel corso degli incontri internazionali Italia-Finlandia era di 57.13”.

La classe della Bottiglieri, dopo questa performance, ritorna ad emergere. Purtroppo è arrivata con ritardo al crono che cercava tre anni prima e che le avrebbe permesso di superare il tempo di 56.81 della polacca Danuta Piecyk, primato mondiale d’allora, nonchè primo crono elettrico registrato dalla Iaaf nel 1973.

 

PRIMATI ITALIANI DEL 1980: 57.13 (400h), 56.76 (400h), 3.38.03 (4x400).

 

TUTTI I PERSONALI:

11.46 (100m), 23.15 (200m), 52.24 (400m), 2.15.0 (800m), 13.95 (100h), 56.76 (400h), 6,44 (lungo), 4222 (Pentathlon).

 

GALLERIA FOTOGRAFICA:

 

 

Copyright: Tutti gli scritti di questo sito sono stati depositati. Se ne vieta l'uso e il riferimento all'autore e al sito stesso.